“Gli amici del Liceo Azuni” – Il difficile ma appassionante mestiere del docente tra i diversi stili d’insegnamento e l’equilibrio nel rapporto con gli allievi

Il prezioso contributo alle pagine di “Azuni news” giunge, stavolta, da un ex allievo del nostro Istituto che ha completato, con la laurea magistrale, un importante ed articolato percorso universitario (la foto che lo ritrae a seguire è riferita proprio al raggiungimento di questo recente traguardo). Per sua precisa scelta, attraverso gli studi nell’ambito psicologico, ha esplorato il complesso ed intrigante mondo dell’insegnamento con una ricerca “sul campo” che ha coinvolto anche vari docenti di due realtà scolastiche sassaresi, il Liceo Azuni e l’Istituto Professionale per i Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera. Il breve ma ricco saggio che ha scritto per il nostro giornale on-line è di grande interesse per gli studenti e per i docenti, che per molti aspetti si ritroveranno sicuramente tra i concetti e i riferimenti con i quali l’autore indaga il rapporto educativo e formativo che è alla base del “fare scuola”. I lettori (in particolare i docenti) che hanno interesse ad approfondire gli aspetti tecnici ed accademici dell’argomento trattato possono farlo attraverso l’apposito link su cui cliccare in calce al testo, con il quale l’autore rende disponibile un allegato in formato pdf, arricchito da un’ampia bibliografia, sui temi della ricerca condotta con la relatrice della sua tesi di laurea e proposti ad un’ampia platea di insegnanti.       

 

 

 

 

Il difficile ma appassionante mestiere del docente tra i diversi stili d’insegnamento e l’equilibrio nel rapporto con gli allievi

di Lorenzo Manconi

Il mestiere dell’insegnante mi ha sempre affascinato, per diversi motivi. Un po’ perché sono cresciuto a stretto contatto con il mondo della scuola, avendo entrambi i genitori che lavorano in questo ambito, un po’ per l’importanza che gli insegnanti assumono nella vita delle persone. Tutti noi, infatti, possiamo ricordare quel docente che ci ha ispirati a perseguire una determinata strada, oppure quello con cui proprio non si riusciva ad andare d’accordo. Ma ciò che più mi incuriosiva degli insegnanti, durante i miei anni di studio, era quanto fossero diversi tra loro. Ognuno aveva un modo particolare di relazionarsi, delle specifiche modalità di insegnamento, e si differenziavano per le emozioni che esibivano e per come le esprimevano. Proprio questa eterogeneità mette in luce il fatto che tutti gli insegnanti, alla fine, non sono altro che esseri umani, semplici persone, e in quanto tali sono dotate di dubbi, ansie e paure, passioni e speranze. Sono stato dunque spinto a voler approfondire la psicologia degli insegnanti, e, sotto la direzione della professoressa Angelica Moè, docente dell’Università di Padova ed esperta di motivazione e apprendimento nell’ambito scolastico, ho elaborato un progetto di tesi di laurea che ha avuto come obiettivo la ricerca di quei fattori che favoriscono il benessere psicologico dei docenti e l’adozione di uno stile d’insegnamento efficace e motivante. È stato inoltre un grande motivo di orgoglio l’elevato numero di partecipanti allo studio provenienti dalla provincia di Sassari, che nella città capoluogo ha compreso in buona parte insegnanti del Liceo Azuni, oltre che dell’Istituto Alberghiero. Per fare una breve ma necessaria introduzione teorica al lavoro svolto, bisogna ricordare che secondo gli psicologi Edward Deci e Richard Ryan esistono tre bisogni psicologici fondamentali, ovvero l’autonomia, la competenza e la relazione: il soddisfare questi bisogni produrrebbe negli individui un incremento della qualità della salute psicologica. Applicando questi concetti al mondo della scuola, la psicologa belga Nathalie Aelterman ha sviluppato un modello che comprende quattro stili di insegnamento, i quali si differenziano in base ai livelli di supporto che il docente dedica agli studenti e al grado di strutturazione della didattica di cui l’insegnante si avvale. L’adozione di questi stili può o meno condurre alla soddisfazione dei bisogni psicologici degli studenti. La ricerca suggerisce che lo stile supportivo dell’autonomia, caratterizzato dallo spiccato rilievo dato al punto di vista e agli interessi degli studenti, sia quello che maggiormente produce benefici nella salute degli alunni. Viceversa, uno stile controllante, incentrato su un approccio autoritario e, appunto, sul controllo, e uno stile caotico, caratterizzato da una didattica disorganizzata e confusionaria, provocherebbero negli studenti stati di malessere generale, oltre che insoddisfazione per la didattica stessa e demotivazione. La mia ricerca, coerentemente con la letteratura scientifica, ha suggerito che, per favorire l’adozione di uno stile supportivo, dovrebbero essere soddisfatti gli stessi bisogni psicologici degli insegnanti: se, ad esempio, un docente non si sentisse in grado di gestire la classe e la didattica, se percepisse di avere campo ristretto sulle scelte che può mettere in atto in relazione al suo insegnamento, o se si ritrovasse in una relazione conflittuale con la classe, difficilmente riuscirebbe ad adottare uno stile d’insegnamento motivante e andrebbe, viceversa, a mettere in atto comportamenti disfunzionali, esacerbando così il suo malessere e quello della classe. Di fatto, anche i livelli di burnout sono correlati con l’adozione di uno stile (de)motivante, per cui i docenti che percepiscono una bassa realizzazione professionale ed alti livelli di esaurimento emotivo sarebbero maggiormente inclini a relazionarsi ai propri studenti con modalità disfunzionali e demotivanti. Un ulteriore fattore che inciderebbe positivamente sul benessere dei docenti, e di conseguenza sulla promozione di uno stile motivante, è l’auto-compassione, ovvero la tendenza a mostrarsi gentili e compassionevoli verso sé stessi, soprattutto nelle situazioni di difficoltà. Secondo la psicologa Kristin Neff, l’auto-compassione sarebbe una risorsa per superare i momenti di crisi nella vita privata e nel lavoro, poiché proteggerebbe dallo stress favorendo una rivalutazione in positivo delle proprie esperienze. Dalla mia ricerca è infatti emerso che, tra i docenti partecipanti, coloro che risultavano maggiormente compassionevoli verso loro stessi mostravano anche una maggiore soddisfazione dei bisogni psicologici e minori livelli di burnout. Al contrario, gli insegnanti che manifestavano la tendenza ad auto-denigrarsi, ad incolparsi eccessivamente dei propri errori, e ad isolarsi nella propria sofferenza, esibivano anche un maggior grado di esaurimento emotivo e una minore soddisfazione dei loro bisogni. La mia tesi di laurea offre svariati punti di riflessione, soprattutto in relazione all’emergenza sanitaria in corso e a tutte le sue conseguenze sul mondo della scuola. In particolare, l’adozione della didattica a distanza genera diversi dubbi riguardo agli effetti sul benessere psico-fisico di alunni ed insegnanti, sul loro grado di soddisfazione dei bisogni fondamentali e, di conseguenza, sulla motivazione.

 

 

Sicuramente, con essa si va ad inficiare la qualità delle relazioni, sia orizzontali che verticali, ed è plausibile che vengano frustrati anche i bisogni di autonomia e competenza. Ad esempio, i docenti, soprattutto quelli più anziani, potrebbero presentare delle difficoltà ad interfacciarsi con le nuove tecnologie, e ciò potrebbe ledere il loro senso di auto-efficacia. Inoltre, i risultati dello studio, insieme ad un grande corpus teorico in tale materia, evidenzierebbero la necessità di implementare la formazione dei docenti con competenze relazionali per lo sviluppo di intelligenza emotiva e capacità di gestione dello stress. D’altronde, l’insegnamento è un complicato sistema di dinamiche relazionali ed imparare a gestire la propria emotività, e quella altrui, potrebbe essere la carta vincente per sostenere la propria salute psicologica.

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Note sull’autore

Lorenzo Manconi, dopo il diploma al Liceo Azuni nel 2015, ha conseguito la Laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Torino. Ha completato poi gli studi conseguendo anche la Laurea magistrale in Psicologia Sociale, del Lavoro e della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Padova, con una tesi dal titolo “Auto-compassione e stili d’insegnamento, una ricerca correlazionale e prospettive d’intervento”. Attualmente sta svolgendo il tirocinio “post lauream” presso un ente di formazione.

 

 

 

 

 

 

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