“Gli amici del Liceo Azuni” – Cronaca del primo anno di Università

Chiudiamo l’edizione dell’anno scolastico 2019-2020 di “Azuni news” con l’articolo di un nostro ex studente, diplomatosi l’anno scorso, che ci racconta il suo primo anno da universitario fuori sede fortemente condizionato dall’emergenza causata dal Coronavirus. Abbiamo iniziato e concludiamo le pubblicazioni di quest’anno scolastico con le parole di due ex “azuniani”, tra quelle di tanti altri vecchi e nuovi redattori ancora studenti della nostra scuola, nel segno di un sentimento di appartenenza al Liceo Azuni che ci piace coltivare.

 

Cronaca del primo anno di Università
di Lorenzo Branca

Il primo anno di Università coincide con l’inizio di una nuova sfida. Nel mio caso, in particolare, ha segnato l’esordio di un percorso di maturazione che mi ha portato a cambiare metodi e abitudini di vita non solo dal punto di vista dello studio, avendo scelto di frequentare un ateneo lontano da casa e dalla mia regione. Ho subito escluso la possibilità di studiare in una Università sarda, sia per l’ offerta limitata rispetto ai miei orizzonti sia per poter vivere in un ambiente del tutto nuovo e sconosciuto come quello di una importante città italiana. Una volta individuato il ramo di studi, quello della comunicazione, mi sono impegnato nella ricerca di una Università che rispondesse alle mie esigenze: ho preso così in considerazione, in ordine di gradimento, quelle di Bologna, Roma e Pavia. Superati i test di ammissione, ho infine optato per la prima scelta, appunto quella di Bologna. La primissima sfida che mi si è presentata davanti è stata quella della ricerca di un’abitazione: trovare casa a Bologna, infatti, non è per niente semplice, anzi è praticamente impossibile. Al mio arrivo in città ho organizzato una “spedizione di gruppo” con altri ragazzi nella mia stessa situazione, contemporaneamente ad altri ancora che hanno fatto la stessa cosa, in una sorta di “caccia al tesoro” nella quale il fattore tempo premeva disperatamente sulle mie aspettative. Dopo tre giorni di ricerche continue, ed oltre quindici appartamenti visionati, sono tornato a casa con una serie di ipotesi e speranze che fortunatamente si sono presto concretizzate. A ottobre sono dunque partito per Bologna, con tutte le mie insicurezze e i miei dubbi. Ho subito iniziato a frequentare le lezioni ma, in ritardo di due settimane e senza l’esperienza del primo giorno, non nascondo che ho avuto difficoltà ad ambientarmi. Ho saputo comunque andare oltre questo stato di timidezza e creare rapporti con i colleghi.

 

 

A novembre, dopo quasi un mese passato a vivere da solo in un B&B, mi sono trasferito nel mio appartamento ed è iniziata per me una nuova fase di adattamento: vivere con tre sconosciuti, più grandi di età, della stessa regione, amici e conviventi da ben due anni in quell’alloggio. Insomma, ho dovuto stare attento a non sgarrare e adeguarmi un po’alle loro abitudini, ormai consolidate negli equilibri della casa. Non ci è voluto molto, però, per abituarmi al loro sistema di vita, così come loro al mio. Nonostante la differenza di età e di interessi, dunque, ritengo di essere stato molto fortunato. Per ambientarsi in una nuova città ci vuole del tempo. Non ho avuto fretta di instaurare rapporti di amicizia, non sono il tipo. Ho sempre ritenuto che un rapporto lo si debba costruire pian piano, tanto che non collego ad un solo episodio neanche la nascita delle mie amicizie più care. Ma Bologna ha qualcosa di speciale e da subito ho capito che è una città a misura di studente, non tanto differente da Sassari nella sua disponibilità all’accoglienza. Certo non ci sono le stesse opportunità, anzi in confronto Bologna offre senz’altro molto di più con i suoi congressi, gli eventi e le manifestazioni culturali. Tutto ruota intorno all’Università ed è gestito dagli studenti riuniti in varie associazioni. Ben presto, proprio grazie ad una di queste associazioni studentesche, ho preso parte ad un progetto con alcuni colleghi del mio corso di Scienze della Comunicazione: creare una pagina Instagram (@il.nettuno) per studiare il mezzo “social” ma anche per condividere le attività del nostro corso di studi, le iniziative delle varie associazioni e confrontarci su ciò che accade intorno a noi. La nostra pagina ha avuto un discreto successo e pian piano stiamo continuando a migliorarla. Certamente a ottobre, quando ho iniziato questo nuovo percorso, non mi sarei mai aspettato che sarebbe stato poi condizionato da una pandemia. A febbraio ho deciso di tornare in Sardegna, vista l’interruzione delle lezioni, ma incoscientemente non pensavo che l’entità del fenomeno fosse così tragica. Pertanto, mi sono ritrovato chiuso in casa con un cambio di vestiti sufficiente per una settimana e non di più, a seguire delle lezioni telematiche che dal punto di vista organizzativo erano davvero mediocri e con il risultato che, per quanto i professori ce la mettessero tutta, la soglia di attenzione non poteva essere certo la stessa di quella in presenza. Durante questo periodo di chiusura dell’attività universitaria in sede ho pensato a lungo al mio percorso e anche al mio futuro, poiché non è semplice decidere di cambiare completamente stile di vita e poi ritrovarsi, costretti, a dover vivere nuovamente nell’ambiente che si era deciso di lasciare. Sono comunque contento di aver vissuto questa fase della mia vita insieme alla mia famiglia. A settembre, spero, riinizierà un nuovo capitolo della mia vita, o meglio proseguirà quello che ho lasciato in sospeso qualche mese fa.

 

 

 

 

 

Lascia un commento