“Azuni news estate 2020” – Partire, tra nostalgia del passato e speranza nel futuro!

 

Lo stile e il passo della narrativa, con un pizzico di poesia nel contenuto, in questo breve racconto inedito di una nostra nuova redattrice ispirato al tema dell’addio. Un po’ per ricordare, un po’ per sognare…

 

E così anche per lei era arrivato il fatidico giorno della partenza. L’unica cosa che riuscì ad attrarre la sua attenzione fu il baccano dei giovani alla fermata del tram e all’uscita di scuola, che soltanto l’orecchio esperto di chi a suo tempo vi mischiò la sua voce era in grado di distinguere. Dall’altra parte i giardini, luogo delle sue prime cadute e dei suoi primi litigi, dove nacque anche il suo primo gruppo di amici. Su un lato la sua giovinezza e sull’altro la sua infanzia, le due fasi più importanti della vita, separate da un semplice marciapiede grigio e viola, sgangherato a causa delle radici degli alberi che vi facevano ombra.

 

 

Il suo sguardo cadeva in quel luogo, mentre con il viso schiacciato sul finestrino provava ad imprimere una copia indelebile della sua città nella mente. Nonostante partire fosse stata una sua scelta, lasciare la sua casa sarebbe stato un difficile passo, anche se necessario. Ma chi sarebbe mai riuscito a lasciare quella città in collina senza soffrire almeno un po’? Pensava che una volta tornata l’avrebbe potuta comprare tutta e i cittadini l’avrebbero vista come un’eroina, ma chi poteva sapere con certezza come sarebbero andate le cose! Mentre percorreva la strada, non poteva fare a meno di riconoscere i luoghi della sua vita in città. Addio alla scuola elementare, dove iniziò a forgiare la sua personalità e a provare interesse per lo sport. Addio alle scuola media, dove scoprì il vero significato dell’amicizia e, ahimè, anche come ci si sentiva a reprimere la rabbia e la tristezza causate da qualcosa d’inafferrabile. Addio alla scuola superiore, nella quale scoprì le sue inclinazioni, patria delle amicizie che non si dimenticano mai. Ed ecco che, dopo aver nascosto qualche lacrima nel cappuccio della sua felpa, ormai si trovava già al confine tra il conosciuto e l’ignoto: il cementificio. Quel luogo, che era sempre stato il segnale dell’inizio di una nuova vacanza, sarebbe diventato il confine tra il suo mondo e l’ignoto, l’uscita definitiva dalla sua favola per approdare nel mondo reale, quello degli adulti, da cui aveva sempre voluto scappare.

 

Miriam Carta
Classe 2^ D Liceo Classico

 

 

 

 

 

 

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