“Gli amici del Liceo Azuni” – L’emozione dell’ultima volta!

Il neodiplomato Matteo Carboni, ormai ex alunno della classe 5^ A del Liceo Classico Azuni, racconta in breve le emozioni che ha provato nel tornare tra i corridoi e nelle aule della sua scuola per sostenere l’esame di Stato in presenza dopo oltre tre mesi di didattica a distanza.

 

L’emozione dell’ultima volta
di Matteo Carboni

L’inizio della quarantena, qualche mese fa, è stato traumatico per tutti noi. Abbiamo visto i nostri progetti futuri annullarsi all’improvviso e ci siamo chiesti : «Come sarà il domani?”. Ognuno ha contestualizzato questo interrogativo nel suo settore di interesse e io, in particolare, come altre migliaia di studenti, mi sono subito chiesto come si sarebbe svolto l’esame di maturità. Su questo tema, il clima di incertezza ha dominato per tutto il periodo dell’isolamento a casa perché c’erano tanti dubbi sia sull’eventuale ripresa dell’attività scolastica nei successivi tre mesi che sull’esame. Si sentivano un sacco di notizie discordanti al riguardo : alcuni sostenevano che sarebbe stato attribuito a tutti il “6 politico”; altri pensavano che avremmo sostenuto un esame come quello degli anni scorsi; altri ancora hanno addirittura deciso di aprire una pagina su Instagram per boicottare lo svolgimento dell’esame. Noi maturandi (ora maturati) abbiamo appreso le informazioni più importanti sulla nostra prova di diploma molto più tardi rispetto ai nostri colleghi degli anni precedenti. A differenza loro, alla fine, abbiamo affrontato un esame che tutti continuano a definire “facilitato”. L’esame di maturità non è però soltanto il risultato di una serie di prove che si svolgono al termine di un percorso di studi di cinque anni ma è anche la vicinanza con i compagni di classe, della quale noi “maturati” nel 2020 siamo stati privati per tre lunghi mesi. In ogni caso è stata una consolazione poter sostenere l’esame in presenza. Percorrere i corridoi del Liceo Azuni per l’ultima volta nei panni dello studente è stato un piccolo riscatto.

 

 

Il maxi orale, poi, è stata quasi una chiacchierata nella quale ho avuto modo di esporre le mie conoscenze ma anche il mio parere personale e le mie riflessioni su alcuni temi. I miei professori e la presidente esterna della commissione sono stati molto comprensivi e mi hanno messo a mio agio. All’interno della scuola, certo, mancava il calore a cui sono stato abituato per cinque anni, che tra l’altro sono volati via come se niente fosse. Per evitare assembramenti, ho dovuto seguire due diversi percorsi: uno per entrare dall’ingresso principale di via Rolando e l’altro per uscire da via Muroni. Francesco Bua, apprezzato studioso dell’ “Azuni”, in un suo libro dedicato al nostro liceo ha scritto: «La grande storia passa di continuo attraverso i suoi portoni». Chissà se si riferiva anche al cancello che dà su via Muroni, dal quale anni fa si accedeva all’Istituto. Credo e spero di si, perché sarebbe davvero di buon auspicio per il futuro mio e dei miei compagni di studi neodiplomati.

 

 

 

 

 

 

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