“Azuni news estate 2020” – Quale futuro per il mondo dell’arte e della cultura?

Nelle scorse settimane si è fatto un ulteriore passo verso il ritorno alla normalità con l’apertura delle attività commerciali e con la possibilità, per chi lo desidera, di potersi spostare sia all’interno della regione che fuori o, semplicemente, di fare una passeggiata all’aperto e di godere della compagnia di amici e parenti, anche se rispettando la distanza gli uni dagli altri. Stiamo quindi uscendo dalla clausura degli ultimi mesi trascorsi tra le quattro mura domestiche in compagnia di tv e smartphone. È proprio in quel periodo che ci siamo resi conto di quanto l’arte, lo spettacolo e la cultura siano importanti ed essenziali per noi. Durante il periodo di chiusura, molti musei hanno virtualmente aperto le loro porte on-line e le case editrici hanno messo gratuitamente a disposizione in rete centinaia di titoli, e c’è solo da immaginare poi quanto più grigia e triste sarebbe stata la quarantena se non avessimo potuto godere di un bel film o ascoltare musica. Gli antichi greci capirono prima di noi l’importanza dei teatri, luoghi dove si riuniva la polis per celebrare le storie dei miti, le tragedie e le commedie. Ai tempi d’oggi potremmo fare una similitudine con i cinema, i teatri, gli stadi dove si tengono i concerti dei nostri cantanti preferiti. Insomma, luoghi di aggregazione dove si assiste a qualcosa che soddisfa la vista, l’udito e il cuore, anche se per circa tre mesi, ahimè, sono stati i balconi di casa i nostri teatri. Gli artisti sono fondamentali per la nostra vita quotidiana e bisogna avere un occhio di riguardo per loro, perché è vero che abbiamo bisogno innanzitutto del pane ma anche della bellezza in tutte le sue forme. Purtroppo, quasi in silenzio e lontano dai titoloni dei giornali, fra chi ha subito il maggiore contraccolpo economico dell’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus vi è stato anche l’intero mondo del cinema, delle produzioni audiovisive e del teatro, con il coinvolgimento di autori, registi, musicisti, scenografi, attori, costumisti, tecnici del suono ed altre figure professionali che ruotano intorno al comparto dello spettacolo. La stessa sorte o quasi hanno subito gli organizzatori di mostre, rassegne musicali, festival e i titolari di scuole di canto, musica e danza.

 

 

Queste categorie di lavoratori hanno vissuto e stanno vivendo il loro momento più drammatico, nonostante i primi passi nella ripresa in alcuni di questi settori, e bisogna dunque trovare ulteriori e rapide soluzioni. Se è vero che la politica, la quale incarna l’arte del governare, è al servizio dei cittadini, allora essa deve trovare al più presto delle soluzioni concrete ed immediate per sostenere chi lavora negli ambiti della cultura, dell’arte e dello spettacolo per ridargli così piena dignità professionale. Immaginiamo che ne sarebbe di noi se il nostro unico svago fosse quello di poter andare a fare la spesa al supermercato, di comprare un capo di abbigliamento, di andare dal dentista o dalla parrucchiera, senza più concerti, cinema, discoteche e rassegne folkloristiche (per citarne una della nostra città, per esempio, la “Cavalcata Sarda”). Sarebbe comunque vita, ma è come se all’arcobaleno togliessimo alcuni colori. Non possiamo fare a meno della musica e dell’arte, questo momento critico ne è la prova. Non dimentichiamo quanta compagnia, durante l’isolamento a casa, ci hanno fatto sui social cantanti e comici, lanciando vari hashtag che invitavano alla condivisione e all’unità, come ad esempio #iorestoacasaesuono, #iorestoacasaecanto: con la loro arte ci hanno regalato momenti divertenti, facendo in modo che le nostre lunghe giornate, grazie al loro intrattenimento, trascorressero più rapidamente. Queste persone meritano la nostra riconoscenza e soprattutto un aiuto concreto, affinché tutta l’Italia possa continuare ad essere per il mondo intero un esempio di arte e cultura.

 

Morgana Siddi
Classe 1^F Liceo Classico

 

 

 

 

 

 

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