Eroi? No, uomini!

Li chiamano eroi, li elogiano in continuazione, talvolta anche paragonandoli a degli Dei pronti a salvare la specie umana dalle disgrazie naturali. Gli vengono dedicate canzoni dai balconi, applausi, lettere e articoli. Li esaltano uomini e donne che non pronunciano distinte parole ma urlano e fanno gesti da gladiatori dall’alto dei propri terrazzi. Fiumi di retorica che sfortunatamente, appena lo status quo verrà ristabilito, cesseranno e sfoceranno in un mare non diverso da quello che conoscevamo tempo fa. Ricominceranno a comparire denunce e cause contro il personale medico-sanitario, che per la maggior parte delle volte risultano non fondate o basate sulle solite frasi che ormai sentiamo da anni, se non da decenni : «Non ha fatto il possibile», «Ha sbagliato…». Si sentiranno nuovamente gridare le discriminazioni e, come se non bastasse, si saprà ancora di stupri e uccisioni a danno di professionisti in servizio nelle guardie mediche o di turno negli ambulatori (gli esempi del passato sarebbero infiniti). C’è anche di peggio, però, ed è un insulto alla coerenza che dovremmo conservare nonostante la tragica situazione che stiamo vivendo e dalla quale dovremo pur uscire. Si tratta, cioè, del fatto che si fronteggiano due “gruppi” di italiani i quali, come in un’antitesi o tra due muscoli antagonisti, si scontrano fra loro sostenendo pensieri opposti. Parlo in primis di coloro che ho citato poc’anzi, ovvero di quelli che, forse per un mancato ragionamento logico, elogiano medici e infermieri accostandoli alla figura dell’eroe. Bene, parto dal presupposto che devo un ringraziamento infinito a queste persone le quali, con l’arte e le competenze di cui sono in possesso, quelle della Medicina, spesso riescono a strappare all’obitorio numerosi esseri umani. Vorrei inoltre sottolineare la grandiosità con cui, in questo atroce periodo, stanno venendo in nostro soccorso e riescono ad avere il coraggio, sia per spirito di responsabilità che per passione, di entrare in una stanza con decine di pazienti infetti. Detto ciò, devo però dire che accostarli ad un Supereroe è un modus operandi leggermente azzardato.

 

Non penso si possa investirli di una responsabilità e di un ruolo che purtroppo non possono assumere: l’eroe è colui che non sbaglia mai, o che comunque riesce sempre in quel che fa, come avviene per Superman, Batman, Spiderman ed altri. In realtà i medici, gli infermieri e il resto del personale sanitario si assumono la loro responsabilità per un semplice ma importante motivo: sono esseri umani. Esseri umani che non possiedono la dote della perfezione. Ma forse è proprio questo il lato sconvolgente e meraviglioso della loro figura, vale a dire riconoscere di essere persone e scorgere in se stessi e nel prossimo quell’umanità che da sempre fa parte di noi, distinguendoci dagli altri esseri viventi. Immaginate un mondo dominato dalla perfezione: non sarebbe un mondo umano. Gli eroi non esistono! Si tratta soltanto di uomini che piangono, che soffrono, che ridono e che soprattutto non sempre riescono a prevalere sul Coronavirus, questo “mostro” naturale che sta smuovendo le nostre anime. L’altra cerchia di italiani, invece, opposta a quella di cui ho appena parlato, è costitutita da quelli che, non mettendo da parte il loro spirito critico e non considerando la grave situazione che stiamo affrontando, continuano ad accanirsi contro il personale sanitario in maniera ingiusta, spingendosi fino alla denuncia, come se adesso fosse semplice affrontare un magistrato oltre che un virus. Ergo spero che, quando la tranquillità ritornerà nel nostro Paese, questo grande problema che ci ha afflitti possa aiutarci ad apprezzare ciò che non sono gli uomini, ovvero esseri perfetti. «Sventurata la Terra che ha bisogno di eroi».

 

Andrea Cuccu
Classe 1^ E Liceo Classico

 

 

 

 

 

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