Voci da una terrazza…

In tempi di isolamento e distanziamento sociale,  può capitare anche questo. Trovarsi in uno spazio esterno della propria casa e condividere, senza volerlo, frammenti della storia personale di qualcun altro. È quello che ha immaginato, nel brevissimo ma intenso racconto che segue, un nostro nuovo redattore.

 

 

Ero disteso sulla sdraio nel balcone che sporge sulla strada, con il sole alle spalle. Stringevo tra le mani un libro, ne interrompevo la lettura ad intervalli irregolari perché pensavo a lei. Capitava molto spesso che la mia mente virasse l’attenzione su di lei, così come i marinai virano per evitare gli scogli nascosti dalle onde nei giorni di tempesta. Ad un tratto il silenzio della via venne spezzato dalla voce sgraziata di una ragazza che era uscita sull’ampia terrazza di una palazzina vicina alla mia e parlava al telefono con qualcuno.  Avvicinò una sigaretta alle labbra, l’accese e subito dopo inserì il vivavoce.

“Sono due giorni che non sento Lara”
“Che succede?”
“Non lo so, ma è diverso questa volta”
“Ma no! Non dire così”
“È diverso, non parliamo da due giorni”
“È un momento difficile per tutti”
“Se vuoi ti faccio leggere i messaggi, io davvero non lo so che cosa sia successo!”
“Amore, amore senti: tu stalle vicino lo stesso, ora più che mai; scrivile, chiamala o fai una videochiamata, ma stalle vicino in questo momento così triste per tutti. Non puoi uscire, certo, ma è così che puoi mostrarle che le stai vicino e che tieni a lei. Dalle la buonanotte, così saprà che la pensi e, figlia mia, non disperare, non ce n’è mai bisogno.”
“Grazie mamma, mi manchi!”

Della sigaretta, a quel punto, non  rimase  che un mozzicone, si voltò e la spense nel posacenere sul tavolo dietro di lei. Si diresse verso la zanzariera, che era rimasta spalancata, entrò in casa e se la tirò dietro, assicurandosi che fosse ben chiusa. Ora era tornato il silenzio nella via, ma era un silenzio diverso, come quello che cala tra gli amanti, riempie i cuori di passione e cristallizza un momento in eterno. Ripresi a pensare a lei!

 

Fabrizio Ruiu
Classe 4^ C Liceo Classico

 

 

 

 

 

 

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