Battiti irrequieti

Ecco un racconto inedito di una nostra redattrice con uno spiccato talento letterario. Il nome di lei è Kelly, mentre lui si chiama Thomas. Identità che non compaiono, per una storia ambientata nell'Inghilterra di fine Novecento del secolo scorso. Il brano è uno stralcio di un'opera alla quale l'autrice sta lavorando.

 

 

 

 

 

Incomprensibile come egli sia riuscito a cambiarmi. Incomprensibile come quella forza così maestosa che si chiama amore possa distruggere ciò che sei. Arrivo a vedere lui nella totalità degli enti, come se egli fosse un principio primo che abbraccia ogni cosa. Per le strade di questa città triste e desolata vi è la possibilità di incontrarlo, “mangiato” dai suoi continui pensieri che mutano e mutano, mentre sembra pensare a settanta attività da completare, o a settanta discipline da studiare, o forse a settanta donne, e io non faccio parte di questa cerchia probabilmente, o forse sicuramente. Credo di parlare a vanvera, sarà l’effetto malvagio del whisky che prendo alle nove in punto, ogni sera, prima di continuare a scrivere, mentre lui magari è in qualche remoto angolo, perso nell’onda del fumo di tante sigarette. Mi ispiro a lui in tutte le mie poesie, me lo ricordano quelle di Leopardi e Catullo, oltre alle canzoni di De André. A una persona così si possono dedicare solo opere di tale bellezza, piene di quell’amore che lui non ha mai manifestato nei miei confronti. I suoi movimenti, dolci e agili, sono ammirevoli rispetto ai miei, sfacciati e deprimenti. Il suo portamento è meraviglioso, da togliere il fiato. Gli occhi, di un colore misto tra muschio e terra, sono grandi come il suo sorriso con denti non perfetti ma bianchissimi. Il viso è segnato quà e là da tanti piccoli punti che sembrano segnare le tappe della sua vita sulla sua pelle liscia e delicata. I capelli, neri e lucenti, hanno un taglio moderno.

Lo so, il wisky mi dà alla testa, sono ubriaca fradicia, credo che l’alcol mi stia divorando. Se mai domani dovessi morire per qualche malore, lascerò come ricordo di me questi banali scritti, banali quanto volete ma che mi rappresentano. Questa passione arriva a mangiarti le ossa, la pelle, ma riesce anche a farti sorridere, e non si sa quale sia il suo punto debole. Non credo di aver mai riso tanto per un amore come per il suo, che è arrivato a cambiarmi, anche se non totalmente.

Quando le persone mi chiedono qualche riflessione sul suo conto, pronuncio parole d’odio e di disapprovazione perché alle volte nemmeno io che l’amo riesco a sopportare quei suoi modi di fare, quella sua voglia di essere sempre al centro dell’attenzione, sempre al centro del palcoscenico o della vita in ogni sua circostanza. E’ il solito bel fanciullo che vuole solo sembrare appariscente? No, lui vuole trovare il modo di coinvolgere i presenti che lo odiano per essere apprezzato, e ammetto che sembra superficiale. Ma io lo amo anche così, lo amo come nessuno e, per quanto anche io non regga i suoi modi di fare, lui ricade sempre nel mio misero cuore, quasi diventato incapace di amare dopo le tante delusioni. Anche quando per me non ci sarà più spazio in questo strambo mondo, penserò a lui come a colui che mi ha salvato la vita, pur sgretolandomi, pur riducendomi a piccoli pezzi separati tra loro. E non ci sarà mai qualcosa anche solo vagamente simile a tutto questo.

Francesca Biancu
Classe 3^ A Liceo Classico

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