L’importanza del ruolo di rappresentante degli studenti al Liceo Azuni

Ad avvenuta elezione dei nuovi rappresentanti degli studenti nei vari organismi scolastici, pubblichiamo le considerazioni di un ex allievo del Liceo Azuni che ha ricoperto la carica di rappresentante d’Istituto per sottolineare l’impegno e le responsabilità che tali funzioni comportano. Un motivo in più, questo, per formulare i migliori auguri di buon lavoro agli eletti di quest’anno scolastico. 

Per gli studenti del Liceo Azuni, le attività e le esperienze extracurricolari hanno sempre avuto un’importanza particolare. Una volta approdati alla scuola superiore, i neoliceali si trovano a doversi confrontare con nuovi temi e mansioni. Si apre per loro un contesto in gran parte differente rispetto al “cursus” scolastico sviluppato prima della “quarta ginnasio” (come si chiamava una volta), presto comprendono che esiste un sistema che li include e che ha un peso decisionale nei confronti dell’istituzione in cui coltivano il proprio sapere. Gli studenti, le loro idee, i loro progetti e le loro ambizioni hanno rilievo e infatti essi sono rappresentati nel Consiglio di Istituto, un organo collegiale che gestisce e amministra le risorse e i progetti della scuola  e che, nel caso del Liceo Azuni, comprende quattro rappresentanti della componente studentesca. Essi sono l’apice di un sistema composto in ordine gerarchico anche dai rappresentanti di classe e da tutti gli studenti dei vari corsi di studio. Un’errata convinzione, purtroppo diffusa tra gli studenti, è che si debba delegare ai singoli rappresentanti l’attività e il diritto deliberativo all’interno del sistema. Bisogna tener conto, ovviamente, anche del fatto che tali attività non attirino l’interesse di tutti, ma d’altro canto non si può pensare che essere rappresentante significhi far parte di un’élite oligarchica. Tutti sono necessari per la messa a punto dell’organizzazione studentesca, dal rappresentante allo studente senza alcun ruolo istituzionale.

Gli studenti hanno anche la possibilità di confrontarsi nel Comitato Studentesco, che solitamente svolge la propria attività nel pomeriggio, al quale tutti, in particolar modo i rappresentanti di classe, sono chiamati a partecipare. Nella maggior parte dei casi, in altri Istituti questo tipo di incontri si svolge durante l’assemblea studentesca, un altro organismo della vita scolastica che però il nostro liceo si vanta di utilizzare per scambi di idee e confronti all’interno di gruppi di discussione. Il fatto che i vari incontri fra gli studenti avvengano spesso fuori dall’orario scolastico ordinario è un dettaglio tutt’altro che trascurabile. Chiunque intenda ambire alla rappresentanza, infatti, deve riflettere attentamente su questo punto, poiché il rappresentante, sia di classe che di Istituto, non ha un tale titolo perché è migliore o ha un valore aggiunto rispetto ai propri compagni, bensì perché è colei o colui che si fa carico delle loro esigenze e dei loro problemi. Il valore aggiunto lo fa l’insieme, la classe, ogni singolo studente che deve saper scegliere la soluzione più opportuna per essere rappresentato al meglio. Un portavoce inefficiente significherebbe esclusione, che sia di una classe dal dibattito interno con gli altri studenti o del liceo rispetto ad altri Istituti, con il venir meno della comunicazione fra studenti e Consiglio di Istituto e la penalizzazione di chi magari ha interesse ai progetti studenteschi.

Pertanto, se l’impegno del rappresentante necessita di serietà, altrettanta ne deve avere l’elettore nell’esprimere il suo voto. Colui che aspira ad essere rappresentante deve rispecchiarsi in un leader responsabile e affidabile, doti che comunque non è facile dimostrare di possedere in due settimane di campagna elettorale. Certo, un buon uso dell’oratoria ha sempre agevolato i candidati (e in questo senso il dibattito nella prima assemblea di ogni anno ha sempre il suo fascino), ma l’esperienza insegna che il miglior modo di assolvere a questa importante funzione è comunque quello di contribuire con ogni risorsa ai vari progetti, non per notorietà personale, ma per mero amore verso il Liceo Azuni.

 

Lorenzo Branca
(diplomato nell’anno scolastico 2018-2019, classe 5^E, indirizzo classico)

 

 

 

One comment

  1. Una bella testimonianza che ritengo sarebbe utile per tutti gli aspiranti e gli attuali colleghi in carica. Bravo Lorenzo bene detto, e ben scritto.

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