Tex, settantuno anni ma non li dimostra…

Il 30 settembre 1948 iniziava l’avventura editoriale di Tex, il leggendario eroe del West (e del fumetto italiano) che, ormai da 71 anni, non senza difficoltà causate dalla crisi economica, continua ad appassionare migliaia e migliaia di lettori, compreso il sottoscritto. Ma raccontiamo la storia dal principio! Nel 1946, Giovanni Luigi Bonelli, partendo da quello che era rimasto della Redazione Audace, una piccola casa editrice da lui creata negli anni ’40, fondò la Edizioni Audace, affidandone la direzione alla ex moglie Tea Bertasi. Dopo qualche pubblicazione minore, la svolta arrivò nel 1948, quando Aurelio Galleppini, che da poco aveva iniziato a collaborare con l’editore, realizzò graficamente un personaggio a cui Bonelli diede pensieri, voce e storia: nacque così ufficialmente Tex Willer. I primi numeri del nuovo fumetto vennero pubblicati nel cosiddetto “formato a strisce”, con cadenza settimanale, sostituito nel 1967 con il “formato gigante” (il classico bonelliano), già esistente come ristampa cronologica della serie, ma stavolta con cadenza mensile, che è poi quello attuale.

Galleppini e Bonelli, con il figlio Sergio in una seconda fase, furono i principali autori delle storie di Tex per molto tempo. Oggi, ovviamente, l’editore conta su un gruppo di disegnatori e sceneggiatori molto vasto, che non mi hanno mai deluso. Prima di diventare un ranger, Tex ha vissuto una giovinezza da ricercato, per avere vendicato la morte di suo fratello Sam, ed è stato costretto a vagare per tutto il sud-ovest con sulla testa una taglia di ben 500 dollari “Dead or alive”. Ha combattuto la guerra civile con i nordisti, pur essendo texano, in quanto antischiavista. Ha lottato per la libertà del Messico con l’amico Montales e, finalmente, è entrato ufficialmente nei Rangers dopo aver conosciuto Kit Carson. È diventato inoltre capo dei Navajos, con il nome di “Aquila della notte”, sposando Lilyth, figlia del capo Freccia Rossa, del quale ha dovuto vendicare l’uccisione. Dalla moglie ha avuto un figlio, Kit.

Sempre pronto a menare le mani e a tirare fuori la sua pistola a sei colpi nelle situazioni più difficili, Tex combatte, insieme ai suoi pards Kit Carson, Kit Willer e Tiger Jack, contro fuorilegge, proprietari terrieri senza scrupoli, politicanti corrotti e indiani ribelli. È quindi un difensore dei deboli e degli oppressi, che aiuta volentieri senza fare alcun tipo di distinzione, nonostante viva nello west americano dell’ ‘800 caratterizzato da pregiudizi nei confronti degli indiani d’America e dei messicani. Il valore che più ispira la lettura di uno qualsiasi dei suoi fumetti, soprattutto di quelli più datati, è quello della giustizia, virtù senza la quale l’uomo non può definirsi tale. Per questo motivo, forse tutti potremmo aspirare, anche inconsapevolmente, ad essere come Tex Willer.

 

Fabrizio Cossu

Classe 5^ A Liceo Classico

 

 

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