Liceo Azuni, mon amour…

Caro Liceo, ti scrivo. Certo, anche se tu avessi il dono della parola non mi risponderesti, non sapendo se rivolgerti al piccolo ginnasiale zelante tanto nello studio quanto nell’obbedienza alle regole o al ribelle di quinta, il quale finalmente capisce che la vita non è soltanto il capo chino sui libri.

Nonostante tu abbia deciso di rompere la nostra relazione, continuo a essere innamorato di te. Mi è stato detto, per consolarmi, di guardare avanti, perché tu sei il passato e non il futuro, e che a breve seguiranno esperienze di vita altrettanto belle. Tutto ciò mi sembra soltanto un palliativo. Il ricordo di ciò che abbiamo fatto insieme in questi anni è forte. Io c’ero ogni volta che tu mi hai chiamato e ho sempre fatto ciò che mi hai detto, nei momenti più impensabili del giorno e della notte, anche se è forte la sensazione, talvolta, di non essermi goduto il tempo che passava. Ora non si ripeteranno più tutti i riti che ci siamo concessi, dai saluti di primo mattino alle pallonate e agli spintoni in palestra, dai pettegolezzi sui professori alle nevrosi quotidiane che mi facevano sentire vivo.

In questi giorni mi capita spesso di farti visita. Sento tristezza ed imbarazzo nell’assistere ad un’avventura che non è più la mia. Forse ti ho idealizzato, e quello che sento come amore nei tuoi confronti è soltanto affetto per le persone che ho conosciuto e che rimangono ancora tra le tue mura. Tra cinque anni, tuttavia, gli studenti che potranno dire di avermi visto piroettare nei tuoi corridoi si conteranno sulle dita di una mano. Tra venti anni, poi, tutti gli insegnanti che ho incontrato saranno andati in pensione. Continuerò ad amarti comunque?  Liceo, caro Liceo, per un anno sono stato anche rappresentante di Istituto di tutti i miei colleghi e questa rimarrà per sempre la mia esperienza di vita più bella. Mi ha insegnato che non esistono parole o scelte in grado di accontentare in contemporanea tutti e che, nonostante la propria buona fede, ci sarà sempre qualcuno pronto a contestare. Mi ha permesso di conoscere per nome centinaia di ragazzi straordinari, e anche in questo senso non mancano i rimpianti per le relazioni troncate o per quelle mai nate. Oh, mio amato Liceo, prova a capire questo delirio. Stamattina, intanto, ho trovato un capello bianco nel mio ciuffo.

Per sempre tuo,

Leandro Cossu
(diplomato nell’anno scolastico 2018-2019, classe 5^ D, indirizzo logico-filosofico)

 

 

 

One comment

  1. Caro Leandro, è il Liceo a ringraziare te per quello che tu e i tuoi compagni avete dato a lui. Non ultimo il ringraziamento va a questa dichiarazione d”amore. L’arricchimento è stato reciproco e l’augurio è quello di capitalizzare quanto il Liceo è riuscito a dare a te e i tuoi compagni per un inserimento da protagonisti nella società che sia presto arricchita dalla vostra freschezza, voglia di fare e intraprendenza sociale.
    E, puoi star tranquillo, il Liceo sarà sempre la vostra casa. Così come la casa materna e paterna custodisce gelosamente i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, il liceo sarà custode del ricordo del vostro passaggio e sarà sempre lieto di accogliervi anche per iniziative di comune interesse.
    In bocca al lupo per tutto

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