Editoriale

Una sfida vinta

Giunti al termine di questo primo anno dell’avventura redazionale di AZUNI NEWS, affrontato con entusiasmo, un pizzico di temerarietà e qualche timore per l’impatto che avrebbe avuto sui ragazzi e sui lettori e per l’impegno necessario, è arrivato il momento dei bilanci.
Credo di poter affermare che l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ovvero voler dare voce agli alunni, è stato pienamente raggiunto: gli oltre 40 ragazzi/e coinvolti/e e i 60 articoli prodotti, che in realtà sono circa 70 se si considera la suddivisione in diverse parti di alcuni di essi, stanno lì a testimoniarlo.
La ricchezza degli argomenti affrontati e la capacità di rielaborazione critica di tematiche attuali e complesse espressa dai giovani redattori hanno evidenziato una realtà intellettuale viva e attenta all’interno della nostra scuola, animata da ragazzi e ragazze attenti al sociale, consapevoli della difficoltà del momento storico attuale, ma propositivi e combattivi, ansiosi di confrontarsi con il mondo che li circonda e pronti al confronto e a un dialogo privo di infingimenti e compromessi.
Il mio ringraziamento va innanzitutto proprio ai giovani redattori, a chi li ha seguiti e aiutati a imbrigliare il fiume impetuoso di idee nell’alveo della sintesi giornalistica e nel rispetto delle regole di base della diffusione di una notizia secondo i canoni irrinunciabili del chi, che cosa, quando, dove e perché.
Un grazie che va esteso a chi ha seguito tecnicamente il blog con suggerimenti e supporti per chiunque ne abbia avuto bisogno, a chi promuove la cultura dello scrivere e del leggere nel nostro liceo e stimola, così, l’acquisizione di un sapere critico.
Ed è da ringraziare anche chi ha ascoltato i ragazzi e le ragazze, si è confrontato con loro e ha saputo “educere” il meglio dai loro sentimenti e dalla loro capacità di esprimerli.
La speranza è quella di aver inoculato nella nostra comunità educativa il germe della curiosità e della voglia di mettersi in discussione, che suscita una reazione civile e spinge a rendere pubblici il proprio pensiero e le proprie idee, per continuare ad avere l’esigenza di apprendere e l’ansia di esternare le proprie convinzioni.
Un processo formativo e culturale, questo, che consente ai nostri ragazzi e ragazze di creare quegli anticorpi che spingono a una crescita continua. Il tutto nel contesto di una società che deve imparare ad apprezzarli e consentire loro di trovare la giusta collocazione come uomini e donne, cittadini e lavoratori responsabili e capaci di rendersi protagonisti del proprio destino.

Prof. Roberto Cesaraccio

Dirigente Scolastico del Liceo “Azuni”

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