Scienza in Piazza 2019

Tre giorni tra le meraviglie di Scienza in Piazza

Quest’anno anche il Liceo Azuni ha partecipato alla XIV^ edizione di Scienza in Piazza, organizzata dall’Università di Sassari con la Rete di Scopo di Scuole del progetto di orientamento POR-FSE UNISS 2014-2010. L’evento, che si è tenuto dall’11 al 13 aprile presso il Polo Bionaturalistico di Piandanna, è stato realizzato per la prima volta con la partecipazione di docenti, studenti universitari e insegnanti e allievi di numerosi istituti superiori.

La manifestazione è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione con la rete di associazioni Scienza in movimento e con il supporto della Regione Autonoma della Sardegna, dell’ERSU, della Fondazione di Sardegna e del Cityplex Moderno di Sassari.
La rassegna scientifica, dedicata al tema “Le cause delle cose”, non è stata limitata alle scienze naturali ma, accanto alla biologia, alla chimica e alla fisica, hanno rivelato i propri segreti con alcune mostre interattive anche la filosofia, la matematica, la robotica e l’urbanistica. L’evento è stato la conferma, tra le altre cose, di come il mondo delle scienze possa essere accessibile a persone di tutte le età e con ogni tipo di background, con interessantissime dimostrazioni che sono state proposte anche utilizzando materiali di facile reperibilità. Con un po’ di immaginazione, infatti, perfino della semplice stoffa tesa ha potuto rappresentare lo spazio-tempo, e delle biglie colorate le stelle e i buchi neri, com’è avvenuto nel caso dello stand dell’Istituto di Istruzione Superiore “Devilla” di Sassari, nel quale sono stati spiegati la teoria della relatività generale, il modello cosmologico del Big Bang e molti altri argomenti. È stato affrontato anche il tema sempre più attuale dell’inquinamento, grazie al contributo degli studenti dell’I.T.A.S. “Salvator Ruju” di Sassari che si sono cimentati nella realizzazione di bioplastiche con l’utilizzo di un alimento povero come le patate. Non sono mancate, poi, le illusioni ottiche e gli enigmi matematici, ma la vera celebrità dell’evento è stato Nao, un robot umanoide programmato dall’IPIA di Sassari che, su richiesta, ha ballato e perfino praticato il tai chi chuan per tutti i visitatori.

Il Liceo Artistico “F. Figari” di Sassari, invece, ha illustrato il legame tra filosofia platonica e design e proposto l’affascinante gioco della deriva, che insegna a non seguire sempre un programma. Accompagnato da due studenti, il pubblico è stato invitato a osservare una sola regola in un percorso simulato: ogni volta che si vede o si sente qualcosa di interessante, bisogna avvicinarsi al luogo in cui si trova o alla fonte da cui proviene senza pensarci troppo, lasciandosi andare, alla scoperta di che cosa si tratta.

Stefano Mura & Martina Tucconi

Classe 4^D Liceo Classico

 

Anche il Liceo Azuni a Scienza in Piazza

Per la prima volta a Scienza in Piazza, tra provette e bilance, quest’anno si è fatta strada anche la filosofia. I pionieri dell’evento sono stati alcuni studenti delle classi 3^D e 4^D dell’indirizzo logico-filosofico del Liceo Azuni. Dopo aver seguito per alcune settimane le lezioni del professor Alberto Mario Mura, docente di Logica e Filosofia della Scienza del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari, e dei suoi collaboratori, gli allievi del liceo di via Rolando hanno potuto presentare al pubblico quattro paradossi, tre dei quali tuttora irrisolti e oggetto di discussione da parte di molti esperti di logica. Nello stand allestito dal Liceo Azuni presso il Polo Bionaturalistico di Piandanna, il pubblico ha avuto un ruolo attivo, stimolato a ragionare e a porre domande dalle argomentazioni proposte dagli studenti. È successo, così, che chiunque si sia avvicinato allo spazio occupato dal liceo di via Rolando, superata l’iniziale paura per i termini tecnici e gli enigmi apparentemente irrisolvibili, ha iniziato a sentirsi coinvolto dalle tematiche della filosofia, una disciplina solitamente ritenuta astrusa e trascendente.

La cosa più difficile, ma anche più appassionante, è stata proprio quella di convincere i visitatori ad avvicinarsi allo stand azuniano, posizionato tra l’altro accanto a quello dedicato alla chimica, che forse incuriosiva di più. Una volta esposti i paradossi, però, tutti si sono mostrati interessati e hanno proposto diverse soluzioni. È stato bello vedere come tante persone si sono poste in modo diverso rispetto agli stessi problemi che sono stati loro sottoposti.

Adelasia Tedde & Giulia De Stasio

Classe 3^D Liceo Classico

 

 

Il successo e le prospettive di Scienza in Piazza

 Il bilancio dell’edizione di quest’anno e i prossimi appuntamenti con Scienza in Piazza in un’intervista con il professor Carlo Pensavalle, uno degli organizzatori della manifestazione, delegato del Rettore dell’Università di Sassari al rapporto con la scuola e alla formazione degli insegnanti.

D: Quali sono state le principali novità della manifestazione di quest’anno? 
Per la sua XIV^ edizione, Scienza in Piazza si è avvalsa della collaborazione fra ben 500 alunni del triennio delle scuole medie superiori e 70 studenti dell’Università di Sassari, con il supporto di un pool composto da 30 insegnanti delle scuole e 15 docenti universitari, oltre che di una rete di associazioni scientifiche.
Un bel traguardo davvero, se si considera che la manifestazione era nata come vetrina promozionale dell’Istituto Tecnico Industriale “G. M. Angioy” per poi coinvolgere, già al suo secondo anno di vita, una serie di scuole della città. Il tema “Le cause delle cose”, al quale si è ispirata la rassegna di quest’anno, è stato scelto per consentire il coinvolgimento nell’iniziativa del maggior numero possibile di discipline, con l’ulteriore intento di aprire ancora di più Scienza in Piazza alla partecipazione delle famiglie e dell’intero territorio.

D: Come si è sviluppata l’organizzazione dell’evento?
In vista dell’appuntamento di aprile, il lavoro di organizzazione è iniziato nel mese di maggio dell’anno scorso e la scelta del tema al quale dedicare l’evento è avvenuta nella prima parte del mese di ottobre, su proposta degli studenti. L’Università di Sassari ha aderito alla manifestazione con sei dipartimenti e l’obiettivo largamente condiviso di intervenire non in un ruolo dominante ma per un arricchimento delle iniziative previste. Viste le naturali difficoltà create dai vari impegni dei docenti universitari, ho fin da subito proposto di coinvolgere anche gli studenti dei vari corsi interessati, seguendo in questo senso anche il modello creato dal professor Baingio Pinna, docente di Psicologia Generale e della Percezione dell’Università di Sassari, che ha fatto di Scienza in Piazza un percorso di tirocinio per la tesi di laurea.
È nata così anche un’interessante sinergia fra i docenti universitari quali coordinatori e i loro colleghi delle scuole medie superiori nel ruolo di guide alla mostra degli eventi allestiti. Sono state affrontate anche varie difficoltà logistiche, dalle procedure burocratiche da espletare nei tempi dovuti fino all’organizzazione dei servizi di trasporto per i visitatori e alla predisposizione dell’edificio del Polo Bionaturalistico di Piandanna per l’afflusso del pubblico nello spazio orario del sabato pomeriggio, proprio per favorire la visita agli stand anche da parte delle famiglie. Affrontare e gestire tutte queste incombenze è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione dell’Ufficio Tecnico, dell’Ufficio Appalti, dell’Ufficio Orientamento e dell’Ufficio Comunicazione dell’Università di Sassari, con la consapevolezza, però, che per l’anno prossimo sarà bene creare un vero e proprio comitato organizzativo.

D: A quali obiettivi mira Scienza in Piazza?
Uno degli obiettivi principali di Scienza in Piazza è quello di far vivere agli studenti l’esperienza del lavoro di squadra, come già avviene in alcune università americane e da qualche tempo anche in alcuni atenei italiani, per esempio a Pisa, a Reggio Emilia e in qualche altra sede. Destinatario della manifestazione è il pubblico più ampio possibile, dagli studenti ai loro nuclei familiari, dagli appassionati ai semplici curiosi, con lo scopo di garantire ai contenuti scientifici una larga diffusione. C’è anche da superare il dualismo tra la scienza e le altre discipline, che in Italia è invece duro a morire: basti pensare, in questo senso, al legame naturale tra la scienza e la filosofia, che proprio del pensiero scientifico è la massima espressione.

D: Che cosa c’è nel futuro della rassegna secondo i vostri programmi?
L’idea è quella di fare di Scienza in Piazza un appuntamento periodico distribuito in più date da inserire nell’agenda delle manifestazioni della città e del territorio, ampliandone ulteriormente la diffusione con l’apertura al pubblico anche nella giornata di domenica. Per poter fare questo, però, bisognerà innanzitutto poter contare sul sostegno delle amministrazioni locali, non soltanto dal punto di vista organizzativo ma anche economico, con adeguati fondi per sostenere i costi. Sarebbe necessario, inoltre, partecipare ai bandi riservati all’attività dei gruppi di lavoro che elaborano progetti di animazione scientifica, per attingere a ulteriori e preziosi finanziamenti. La manifestazione, a questo punto, potrebbe anche comprendere eventi estivi da poter organizzare in spiaggia o comunque nelle località di vacanza, come già avviene, per esempio, a Lucca e a Rovereto.

La redazione di AZUNI NEWS

 

 

 

 

 

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