Libri come cura dello spirito

Tra i muri fatti di libri della biblioteca del Liceo Classico Azuni, la lettura diventa medicina e i lettori si trasformano in medici dell’anima, o meglio biblioterapeuti.


La biblioterapia è a tutti gli effetti una cura ai malesseri psicologici: l’obiettivo che si pone è aiutare il paziente, al quale vengono “prescritti” romanzi da leggere, a vivere la propria crescita personale attraverso l’identificazione con personaggi e situazioni narrate.


Nei mesi scorsi, sotto l’attenta guida della dottoressa Loredana Parisi, referente del Dirigente Scolastico per i servizi bibliotecari d’Istituto, abbiamo appreso i canoni fondamentali di questa scienza, che si alimenta di arte ed emozioni.

Letteralmente accompagnati dai capitoli del romanzo Ogni coincidenza ha un’anima, di Fabio Stassi, e dal suo protagonista Vince Corso, biblioterapeuta e all’occorrenza investigatore, un piccolo ma motivato gruppo di studenti si è riunito per alcune settimane per sperimentare nuove forme di approccio ai libri, tra lettura e caviardage.


Una tecnica, questa, con la quale, conservando della pagina di un testo soltanto le parole che colpiscono e cancellando le altre, si può ricavare una nuova e più personale storia, così che perfino opere come I promessi sposi e Il Gattopardo sembrano meno distanti dal lettore, sicuramente più piacevoli.


Il corso, organizzato dalla dottoressa Loredana Parisi con il supporto del professor Fabio Di Pietro, si è articolato in dieci incontri di due ore, che hanno avuto validità anche per l’attività di Alternanza Scuola-Lavoro.


Dopo un apposito sorteggio, hanno partecipato poco meno di un quarto degli studenti che si sono in realtà iscritti, così come richiesto dalla tipologia delle attività previste.
Gli incontri hanno compreso momenti di dibattito, esercitazioni sul catalogo in rete delle biblioteche, lettura di libri ad alta voce, confronto fra idee e stati d’animo dei corsisti.
Agli studenti sono stati anche proposti casi immaginari di lettori afflitti da mali dello spirito, ai quali consigliare il libro più adatto.


L’esperienza è stata affascinante e spero di avere, un giorno, l’occasione di utilizzare le conoscenze che ho acquisito, magari proprio come biblioterapeuta in una libreria.

Emilia Furfaro Classe 3^D Liceo Classico

(immagini reperite da internet e adattate dalla redazione)

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