L’incoscienza delle parole

Avete presente quella sensazione tremenda che si prova subito dopo qualcosa di brutto?
Quella specie di nodo allo stomaco che sembra risucchiare in un secondo tutte le energie che abbiamo a disposizione?
Ecco, questo è ciò che sentono nel mezzo dello sviluppo quei ragazzi adolescenti, che per natura sono più fragili e sensibili, nell’età chiamata “la più difficile”.
E sapete quando lo sentono?
La maggior parte di essi trova estrema difficoltà ad andare serenamente a scuola, e non per i professori severi ed esigenti o per il troppo studio, ma per le persone che si trovano attorno una volta valicata quella porta che per cinque o sei ore al giorno li rinchiude tra le quattro mura dell’aula.
Stiamo parlando dei compagni di classe.


Sembrerà assurda per tante persone l’idea di stare così male a fianco dei propri coetanei, ragazzini che non farebbero male a una mosca solo per il fatto che sono ancora piccoli e magari innocui.


Questa considerazione, però, andrebbe una volta per tutte sfatata.
L’età dell’adolescenza è il periodo in cui, la maggior parte delle volte, sembra tutto buio e senza rimedio.
È l’età in cui si ha a che fare con le prime amicizie, che si spera di portare con sé per il resto dei propri giorni.
È l’età dei primi amori che, quando se ne vanno, sembra andarsene anche un pezzo di sé stessi.
È l’età in cui il cuore, la mente e il corpo, per qualche motivo voluto da madre natura, sono estremamente suscettibili.
Proprio questo credo sia il punto focale del mio discorso. I sentimenti che si sviluppano dai quattordici ai diciannove anni, come l’amicizia e l’amore, sono così forti che sembrano poter sconfiggere qualsiasi cosa, ma sentimenti come la tristezza e l’ansia sono altrettanto forti: provati questi, tutto ciò che c’è di bello scompare.


Scatenare tali sentimenti, del resto, è più facile che accendere quelli positivi, e spesso la gente non fa caso a quanto possano fare male. Una sola parola, una sola frase, un solo gesto o, addirittura, un solo sguardo sono in grado di fare in mille pezzi la serenità di un ragazzo.
A questo punto molti direbbero: “Certo che è così, ma se ciò è comune a tutti i ragazzi, almeno a scuola si può stare tranquilli perché si è in grado di capirsi a vicenda”.
La risposta è no.
Certo, ci sono classi molto affiatate e unite, ma in alcune è tutta un’altra storia.
Che sia credibile o no, i ragazzi sono capaci di provare forti sentimenti di amore così come sentimenti di rabbia e odio, che sono in grado di mostrare con tanta caparbietà da far rimanere quasi esterrefatti: e chi subisce, in questi casi, vorrebbe sotterrarsi o poter fare finta che non sia mai successo niente.


Rimanere soli all’interno di una classe è il peggior incubo che mi venga in mente.
O forse, la cosa ancora peggiore è parlare con persone che fanno la bella faccia e il sorrisino, dietro ai quali però si nasconde, talvolta, addirittura un odio incondizionato e senza ragione.
La domanda che mi pongo è la più semplice e scontata: “Perché?”.
Perché tanto odio verso qualcuno che non ha fatto alcun male?
Perché cercare a tutti i costi di distruggerlo e vedere quanto ci mette a scoppiare in lacrime?
Non ho ancora una risposta, e vorrei davvero tanto averla.

Per adesso, però, posso almeno chiedere a chi mi legge di riflettere su tutto questo. Non sono la prima che parla del pericolo sempre incombente del bullismo e, di certo, non sarò neanche l’ultima. C’è troppa cattiveria in giro, con tanta gente sempre pronta ad accodarsi nel fare a pezzi qualcuno pur di far parte di un gruppo. Proprio queste persone dovrebbero cercare di capire, una volta per tutte, che coloro i quali gli stanno accanto hanno un passato, migliore o peggiore del loro, un passato comunque carico di emozioni e con situazioni spesso irrisolte, che anche con una sola parola si rischia di far crollare.
Bisognerebbe dunque aprire i propri cuori e lasciare la cattiveria e l’odio soltanto a chi è incapace di amare.

Alice Porcheddu
Classe 5^E Liceo Classico

(immagini reperite da internet)

One comment

  1. Le parole possono essere affilate come lame di coltello, ma possono anche dare calore, coraggio, speranza. Vedrai che verrà una fase della tua vita in cui le parole ti culleranno e ti aiuteranno a superare il dolore e la solitudine che ora provi. Esprimere ciò che senti è un atto di coraggio di cui andare fiera!

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