Le infinite suggestioni di un viaggio in Puglia e Basilicata

Per due anni consecutivi abbiamo tormentato i nostri professori, senza mai arrenderci di fronte a numerosi no, per organizzare un viaggio di istruzione.
È una cosa che desideravamo e sognavamo tutti insieme, un po’ perché volevamo condividere fra di noi una nuova esperienza che sapevamo ci saremmo portati nel cuore per il resto della vita, un po’ perché in fondo ce la meritavamo.
Quest’anno, poi, sono state proprio le professoresse a farsi avanti e a proporci un viaggio da fare tutti insieme. Inutile dire che la risposta è stata sì, ancora prima di scoprire la meta. Non era infatti essenziale il dove, poiché ovunque si può imparare e si possono fare nuove esperienze, soprattutto per un gruppo di ragazzi che riesce a divertirsi anche rinchiuso tra quattro mura durante le interminabili ore di scuola.
E così il nostro viaggio è iniziato ancora prima di fare la valigia.
Ci siamo documentati sulla storia e sulle tradizioni dei luoghi che saremmo andati a visitare, con ricerche ed esposizioni organizzate in brochure realizzate da noi con l’aiuto della professoressa Carmelanna Scognamillo, docente di Storia dell’Arte.

Abbiamo dunque preparato il nostro itinerario con cura e precisione, anche per avere la possibilità di visitare più luoghi possibili.


Nella fase di attesa, i giorni passavano e l’ansia non faceva che crescere, fino a quando siamo arrivati al fatidico giorno della partenza. Senza neanche realizzare ciò che era appena successo, il 5 aprile scorso ci siamo trovati tutti insieme all’aeroporto di Bari.

Dopo ore di autobus e una piccola sosta in un centro commerciale per il pranzo, siamo arrivati a Ostuni, dove ad attenderci c’era un hotel che, insomma, non rispettava del tutto le aspettative che ci eravamo posti quando avevamo sentito parlare di “quattro stelle”, ma in compenso la vista dal terrazzo era davvero mozzafiato.
Posate le valige, siamo risaliti subito sull’autobus per dirigerci verso le grotte di Castellana, che ci hanno regalato un’esperienza indimenticabile.
Arrivata la sera, eravamo talmente stanchi e traumatizzati per la cena a dir poco precaria che avevamo appena consumato che i nostri progetti di rimanere svegli tutta la notte a chiacchierare sono svaniti in un sonno decisamente profondo.


Il mattino seguente siamo partiti per Alberobello e, dopo un pranzo a base di panzerotti appena usciti dalla friggitrice e focaccia pugliese, ci siamo diretti agli scavi di Egnazia, dove abbiamo potuto visitare il laboratorio archeologico di un museo e una famosa tomba conservata nella zona.


Il terzo giorno, invece, ci siamo lasciati affascinare dalla storia e dalla bellezza di Lecce e dai suoi taralli conditi con tutti i gusti, che ripetutamente ci offrivano fuori dai negozi a ogni passo e che noi, altrettanto ripetutamente, accettavamo.
Il giorno seguente siamo saliti sull’autobus e quando abbiamo rimesso piede per terra eravamo a Bari, dove ci aspettava la mostra su Vincent van Gogh, che ha emozionato tutti noi, e la visita al Teatro Petruzzelli.

Nel pomeriggio, invece, nonostante la pioggia, il vento, la stanchezza e i piedi distrutti, la guida ci ha proposto (in realtà ce l’ha imposto, essendo un tipo simpaticamente dispotico) di andare a Polignano a Mare, dove abbiamo fatto una passeggiata di tre ore, sempre sotto la pioggia, per andare a vedere la statua del famoso cantante Domenico Modugno.
In compenso abbiamo scattato una bellissima e significativa foto, nella quale si può osservare la nostra felicità per tutti quei chilometri sotto il diluvio universale.


Il giorno dopo ci siamo fatti stregare dai vicoli stretti e del tutto particolari di Ostuni, la Città bianca. È stato amore a prima vista!
Tornati in albergo, quasi ci dispiaceva doverlo lasciare dopo poche ore.


L’ultima notte, però, non siamo crollati alle nove di sera, ma abbiamo deciso che tingere i capelli di viola a un nostro compagno di classe sarebbe stata una buona idea (anche se il risultato non è stato esattamente quello che ci aspettavamo).
La mattina seguente abbiamo fatto le valige e siamo partiti per Matera, dove ad aspettarci c’era un hotel che in una notte sola ha consolato i nostri umori e le nostre pance.
La Città dei sassi è stata una scoperta per tutti noi, anche se il tempo non ci ha affatto assistito.


Ci siamo lasciati meravigliare da una città piena di storia, cultura e persone accoglienti e cordiali. Mai scorderemo una coppia di vecchietti che, mentre mangiavamo un gelato seduti ai piedi di quello che per noi era un monumento come tutti gli altri, ci hanno chiesto una foto dicendoci che, secondo loro, una gioventù così bella non si era mai vista. Mentre si stavano chinando per sedersi in posa accanto a noi, sono caduti entrambi per poi iniziare un lungo battibecco, come solo due persone che si amano da tanto tempo sanno fare. Nel frattempo è passato nei pressi un altro signore che, vedendo la scena, si è messo a ridere, dicendo che mai gli era capitato di vedere qualcuno cadere proprio sopra la statua dei caduti della Seconda Guerra Mondiale. Inutile dire che abbiamo riso come mai altre volte.
Tra una risata e l’altra, poi, è arrivato il giorno di tornare a casa.


Così, valige fatte, ci siamo rimessi in cammino verso l’aeroporto di Bari.
Prima di ripartire, però, dovevamo fare una cosa. Per parlarne è necessario fare un passo indietro nel racconto fino a qualche mese fa, quando i ragazzi della nostra classe avevano deciso di coalizzarsi contro noi ragazze facendoci uno scherzo che, inutile dirlo, non abbiamo certo dimenticato. Ebbene, da quel giorno abbiamo iniziato a progettare la nostra rivincita con un piano che portava il nome di “V per Vendetta” nel quale, per rendere il tutto più realistico, abbiamo deciso di coinvolgere anche le professoresse che, fin da subito, si sono dimostrate delle complici più che valide.
Così, una volta arrivati in aeroporto, al momento dell’esibizione dei documenti, quelli dei ragazzi sono risultati “accidentalmente” smarriti.
Vedere il terrore sulle loro facce è stata una delle gratificazioni più grandi della nostra vita.
Bene, resta da dire che in Puglia rimarrà sempre un pezzettino del nostro cuore, forse perché è stato il primo posto in cui siamo andati tutti insieme, o forse perché la sua immensa bellezza ci ha lasciati senza parole.


Siamo tornati in Sardegna con un bagaglio pieno di esperienze nuove, di tante risate e di aneddoti che tireremo fuori al bar davanti a un caffè ridendo fino a stare male, come facciamo sempre.
Tutto questo però non sarebbe stato possibile senza le nostre fantastiche docenti, che ci hanno fatto non soltanto da insegnanti ma anche da amiche e anche un po’ da mamme, soprattutto quando la paura dell’aereo ha iniziato a farsi sentire.
Un grazie speciale, quindi, alle professoresse Marisa Cristofani e Ivana Siddi e anche alla signora Rosalia Canu, assistente amministrativa della nostra scuola, che hanno vissuto con noi questa bellissima esperienza.

Irene Porceddu e Fabrizio Cherchi
Classe 3^E Liceo Classico
(fotografie realizzate dalla classe 3^E)

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