L’ex Orfanotrofio di via Muroni tra ieri e oggi

In occasione delle Giornate FAI di Primavera abbiamo avuto il piacere di apprezzare il fascino architettonico e storico dell’ex Orfanotrofio di via Muroni, a Sassari, attuale scuola d’infanzia e primaria Figlie di Maria.


È grazie alla disponibilità della sua inossidabile direttrice, suor Stefania, che siamo riusciti a ricostruire la storia di questo Istituto e a capire come si è evoluto nel tempo.
La ringraziamo, quindi, per averci gentilmente rilasciato l’intervista che segue.

  • Da quanto tempo dirige l’Istituto Figlie di Maria?
    Dirigo questo Istituto dal settembre del 1991.
  • Perché oggi è definito ex Orfanotrofio?
    Perché ha smesso di esserlo soltanto nel 1991. Da quell’anno non accogliamo più orfane, infatti per legge gli orfanotrofi sono stati sostituiti dalle “case famiglia” e, inoltre, oggi si preferisce dare i bambini in affidamento per fare in modo che crescano in un ambiente familiare in cui ci sia maggiore calore affettivo.

  • Come vivevano le ragazze che sono state accolte in questo Istituto quando era un orfanotrofio?
    Purtroppo non ho questa memoria storica, però posso dire che se non fossero state accolte dal nostro Istituto sarebbero state al servizio dei signorotti dell’epoca per essere trattate quasi come schiave. Gli unici diritti che avrebbero avuto sarebbero stati quelli di ottenere una misera paga alla fine del loro servizio e, nei casi più fortunati, di ricevere un corredo matrimoniale qualora si fossero sposate. Fu grazie all’Orfanotrofio Figlie di Maria che venne loro garantita un’educazione adeguata, grazie alla quale prepararsi anche a un futuro autonomo.
  • Ci sono nell’Istituto altre Pie Sorelle Educatrici come lei o c’è altro personale religioso?
    No, attualmente ci sono solo io, mentre prima era presente anche il Padre Spirituale. L’Istituto è oggi una Fondazione, con un Consiglio di Amministrazione composto da due membri nominati dalla Regione, due dal Comune e uno dall’Arcivescovo di Sassari, che attualmente è Don Diego Pinna.
    Patrimonio civile e religioso, dunque, sono stati uniti.

  • Ma adesso ci dica un po’ di lei.  Ci racconterebbe la sua storia personale prima di dirigere questo Istituto?
    Prima di venire in questo Istituto io facevo parte del Convento delle Monache Cappuccine in piazza d’Armi ed ero un’insegnante di filosofia, psicologia e pedagogia all’Istituto Magistrale. Più avanti riuscii ad ottenere la direzione dell’Istituto Figlie di Maria, abbandonato dalle Figlie della Carità nonostante disponesse ancora della scuola e del pensionato.
  • E per quanto riguarda i suoi studi?
    Ho frequentato l’Istituto Magistrale e, dopo questo, la Facoltà di Magistero Maria Santissima Assunta di Roma (attualmente noto come LUMSA, Libera Università Maria Santissima Assunta) per poi conseguire la Laurea in Pedagogia e Filosofia.

  • Sappiamo che ha studiato al Liceo Azuni: com’è stata la sua esperienza?                                                                                                   
    Sì, ho frequentato il primo anno di scuola media al Liceo Ginnasio “D. A. Azuni” perché ai miei tempi a Ploaghe, dove ero nata e vivevo, non c’erano scuole. Devo dire che quello dell’Azuni era un ambiente un po’ elitario, ma la mia esperienza nella scuola di via Rolando terminò presto perché mia madre, forse perché non credeva nella mia voglia e capacità di studiare, preferì farmi lavorare. Poi però, grazie alla mia determinazione, sono riuscita a proseguire con gli studi.
  • Ormai sono ventotto anni che dirige l’Istituto Figlie di Maria: qual è il vostro metodo di formazione?
    Il nostro obiettivo è insegnare ai bambini ad apprendere, portarli a capire non limitandosi a inculcargli semplici nozioni. Cerchiamo di trasmettere il nostro metodo, che è poi quello detto metacognitivo, alle insegnanti durante il loro tirocinio.

  • Quante classi comprende e quanti alunni ospita la scuola?
    I corsi si articolano in cinque classi, sia per la scuola d’infanzia che per la scuola primaria, per un totale di 170 bambini.
  • Come vede il futuro dell’Istituto?
    Purtroppo non bene, perché non ci sono più benefattori che finanziano la scuola e i fondi non abbondano di certo. Inoltre, essendo privata paritaria, la nostra scuola non riceve molti finanziamenti neanche da parte dello Stato.

Suor Stefania, la nostra intervista si conclude qui, ma non si preoccupi: noi le possiamo garantire che fino a quando la cuoca della vostra mensa continuerà a preparare la gustosissima minestrina rossa, gli iscritti non mancheranno!

 

Martina Sini – Classe 3^C Liceo Classico

con la collaborazione di Maria Rita Virdis, Elena Ceresa, Marina Sanna (3^A), Diletta Pinna Foddai, Camilla Saba (3^B), Giorgia Calvia (3^C), Adelasia Tedde, Marco Brau (3^D), Martina Solinas, Fabrizio Cherchi (3^E)                                                                

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *