Tra il sogno e la realtà c’è di mezzo un… test!

Immaginate di essere in una sala operatoria candida e sterile, circondati da infermiere e specializzandi.
Il cuore pompa adrenalina nel corpo, la mente deve restare lucida.
A un certo punto si inizia: «Bisturi!».


Ecco, questo è il sogno di tantissimi ragazzi che hanno già scelto quale sarà la loro carriera nella vita, ovvero diventare medici.
Alt! Non è mica così facile.
Prima di affrontare i sei anni di facoltà, la laurea, i tirocini, l’esame di Stato per l’abilitazione, il concorso per la specializzazione e i successivi 4 o 5 anni di ulteriori studi, bisogna trovarsi davanti a circa diecimila ragazzi provenienti da tutta Italia che vogliono spasmodicamente superarvi nella graduatoria nazionale per l’ammissione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Chi ci riesce, farà parte di una splendida élite di giovani aspiranti medici alle prese con i vari esami di teoria e la pratica su pazienti veri.

 

 

 

 

 

 

 

Ma come superare il test per l’ammissione a Medicina?
Tutti quei ragazzi che hanno scelto di fare questa professione, chi per passione, chi per avere una futura stabilità economica, chi per seguire le orme di qualche parente, si trovano davanti a questo ostacolo quasi insormontabile a cui nessuna scuola prepara. Il test è strutturato in venti domande di logica, diciotto di biologia, dodici di chimica, otto tra matematica e fisica e due di cultura generale, e ogni anno migliaia di ragazzi vedono il loro sogno di diventare medici fatto a pezzi per colpa di qualche quesito con trabocchetto. Soprattutto in scuole come il liceo classico, infatti, le discipline sopraelencate non sono proprio tra quelle predilette, né dagli studenti né dal corso di studi, che ci impone appena due ore a settimana di scienze, da dividere durante tutto l’anno scolastico tra chimica e biologia, e quattro ore settimanali da dividere tra fisica e matematica.


Alice, per esempio, una studentessa di quinta del Liceo Azuni, pensa che il test sia giusto perché non può essere accessibile a tutti la carriera del medico, visto che si parla di salvare vite umane.
A suo parere, il test dovrebbe essere strutturato in maniera diversa, con contenuti imprevedibili, per valutare sia la preparazione sia le abilità personali. Non tutti, però, la pensano come lei. Secondo Leandro, anche lui studente di quinta, il modello che l’Italia dovrebbe seguire è quello francese, nel quale tutti hanno accesso alla Facoltà di Medicina e la selezione avviene sulla base della difficoltà degli esami da sostenere e dopo una valutazione dell’andamento del primo anno. L’unica soluzione che sembra dare ai candidati molte possibilità di superare il test è quella di seguire dei corsi serali che preparano alla prova, non soltanto dal punto di vista nozionistico, ma anche per saper gestire l’ansia da prestazione e acquisire così le abilità necessarie per rispondere in fretta e in modo corretto ai quesiti. Naturalmente tutto ha un prezzo, e questi corsi non sono da meno.


A questo punto sorge una delle questioni più discusse, come ci dice Valentino, un altro alunno del quinto anno, e cioè che il test sia un business nel quale sono coinvolti vari soggetti. Intanto manca il ricambio generazionale dei medici, non ci sono più guardie mediche, gli ospedali vengono chiusi e tutto questo suggerirebbe la ricerca di soluzioni meno selettive rispetto al test per regolare l’accesso alla così tanto richiesta professione medica. C’è anche da dire che chi può permettersi di sostenere la spesa dei corsi si ritrova molto avvantaggiato nella graduatoria finale dei risultati del test: quest’anno, infatti, il 70% dei primi venti ragazzi ammessi alla Facoltà di Medicina di Sassari ha seguito lo stesso corso serale di preparazione.
Ma è giusto chiedere così tanti soldi a dei ragazzi, il cui sogno è solo quello di seguire la propria vocazione e studiare in un’università che è pubblica e, dunque, dovrebbe garantire a tutti tale diritto?

Ginevra Cubeddu

Classe 5^E Liceo Classico

One comment

  1. L’accesso alla facoltà di medicina deve essere libero, come lo era una volta.
    Ogni ostacolo che impedisce l’accesso deve essere rimosso per garantire a tutti pari opportunità. La selezione avverrà successivamente in base al rendimento.
    Tra l’altro, con la penuria di medici e specialisti che si va profilando nel nostro Paese occorre agevolare l’ingresso di studenti in medicina e non il contrario.

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