Una storia senza tempo in Siddharta di Hermann Hesse

Appartiene sicuramente ai classici della letteratura il romanzo Siddharta, dello scrittore tedesco Hermann Hesse (1877-1962). Hesse ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1946 e la sua vita è stata segnata da due conflitti mondiali. Seppure la prima edizione del romanzo sia datata 1922, esso resta attuale e rilevante anche nel panorama della letteratura odierna.


L’opera narra la vita di Siddharta, un giovane indiano figlio di un bramino, che vuole trovare la sua strada. Durante il suo percorso, Siddharta incontra molte persone: alcune le lascia andare, altre le rincontra, ma la cosa più importante è che tutte hanno lasciato un segno nella sua storia personale, nel suo cammino di vita. Sono proprio queste persone e le esperienze vissute che lo formano, lo fanno cambiare e andare avanti.


Siddharta ci insegna che a volte non consideriamo le cose più semplici che ci circondano, per esempio non capiamo l’importanza di un tramonto o di un paesaggio, soltanto perché non sappiamo guardare tutto con occhi diversi.
Durante il suo cammino, Siddharta conosce il vero significato dell’amore in ogni suo aspetto: quello per un padre, per un amico, per una donna e per un figlio, ognuno di essi in particolari condizioni e in momenti diversi della sua vita.
Vive nel mondo dei piaceri, senza lasciarsene dominare.
Assapora la ricchezza, la pigrizia, l’avarizia, ma nel suo cuore restano le vocazioni che lo hanno sempre accompagnato e che lo accompagneranno per tutta la vita: pensare, attendere e digiunare. Apprende l’arte dell’ascoltare con animo tranquillo, senza giudicare, senza dare opinioni.
Un passo alla volta, infine, comprende quale sia la meta del suo lungo cercare.


Ho trovato la lettura di Siddharta scorrevole e intensa, ogni capitolo è pieno di significato.
Essendo il primo libro di Hesse che leggo, è difficile esprimermi in maniera approfondita, ma posso dire che il suo messaggio, pur non sembrando subito chiaro, nel corso della lettura si fa sempre più evidente. È uno di quei libri che, in qualunque momento della vostra vita lo leggerete, vi darà un consiglio, una piccola lezione, e coglierete sempre in esso un significato diverso, un particolare che vi è sfuggito la prima volta.


Spero che questa recensione da parte di una critica in erba vi sia utile, vi incuriosisca e vi porti a leggere Siddharta. Chiudo con un periodo tratto dal libro: “Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po’ diverso quando lo si esprime, un po’ falsato, un po’ sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d’accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d’un uomo suoni sempre un po’ sciocco alle orecchie degli altri.”

Chiara Chicconi

Classe 3^D Liceo Classico

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