Shoah: capire il passato per ricordare ogni giorno

Sabato 26 gennaio, con un giorno di anticipo rispetto alla ricorrenza, il Liceo Azuni offre il proprio tributo a La Giornata della Memoria con una mostra nei locali della biblioteca, organizzata dalla dottoressa Loredana Parisi, referente della dirigenza per i servizi bibliotecari, e con la lettura di brani scelti nelle varie classi da parte di una ventina di studenti. La mostra è un’ulteriore occasione per ricordare la figura della professoressa Zaira Coen Righi, docente di origine ebrea del nostro liceo che venne deportata nel campo di concentramento di Auschwitz, dove poi morì nei forni crematori, della quale viene esposta tutta la documentazione relativa alla carriera scolastica.
Altri documenti di studiosi sardi testimoniano invece il legame tra la storia del popolo ebraico e quella della Sardegna, con tanto di reperti catalogati e segni ben identificabili nelle tradizioni stesse dell’isola. Il materiale esposto è frutto anche di tre cataloghi, dei quali due di proprietà della dottoressa Parisi e uno acquisito dal Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah.
Gli alunni incaricati di sensibilizzare le varie classi alla ricorrenza de La Giornata della Memoria propongono la lettura di brani tratti da Se questo è un uomo, di Primo Levi, di alcune poesie di Joyce Lussu, di un articolo di Umberto Angeli tratto da La difesa della razza, una rivista degli anni Trenta. Si illustrano anche alcuni fumetti tratti da Maus, una raccolta nella quale un figlio racconta l’esperienza di deportato del padre.

Il percorso di avvicinamento alla ricorrenza del 27 gennaio era già iniziato, al Liceo Azuni, sabato 24 novembre, nell’Aula Magna dell’istituto, con le classi quinte chiamate a partecipare all’incontro Il treno della memoria, curato dai giovani dell’ARCI (Associazione Ricreativa Culturale Italiana), organizzazione che da anni si occupa di promozione e impegno sociale, organizzando numerosi progetti.
Il più importante riguarda i cosiddetti “viaggi della memoria”.
Infatti, ogni anno, ottocento giovani di tutta Italia salgono a bordo di un treno che, in diciannove ore, dal Brennero li porta a Cracovia e li fa immedesimare nelle migliaia di persone che in passato hanno compiuto la stessa tratta per andare incontro alla morte. Durante la loro permanenza in Polonia, i giovani partecipanti all’iniziativa visitano i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, il ghetto ebraico di Cracovia, la fabbrica di Schindler e, al termine del viaggio, sempre con il sostegno dell’ARCI, organizzano incontri nelle scuole per raccontare le loro impressioni e per sensibilizzare noi giovani su questi temi. I ragazzi hanno presentato per la prima volta proprio nel nostro istituto il loro elaborato sull’esperienza vissuta circa un anno fa.
«Lo scopo di esperienze del genere – ha spiegato uno dei relatori – è quello di formare cittadini consapevoli di quanto è avvenuto in passato e, di conseguenza, di renderli protagonisti del presente. Per raggiungere questo obiettivo, però, si deve andare ben oltre uno studio passivo dei manuali scolastici, dal momento che è necessaria un’analisi critica degli eventi, non limitandosi a individuare i buoni e i cattivi di turno».
E qual è il modo migliore di immedesimarsi nei milioni di ebrei, oppositori politici, omosessuali e infermi sterminati dal regime nazista, se non quello di ripercorrerne il loro viaggio verso la meta fatale? Durante l’incontro, agli studenti dell’Azuni sono state poste varie domande sui temi della libertà di pensiero, della responsabilità individuale e dell’etica personale. Alle domande si poteva rispondere in maniera affermativa o negativa sollevando un cartellino verde o rosso.

Si è acceso così uno stimolante dibattito, soprattutto nei casi in cui la platea era maggiormente divisa sulle risposte. Nella seconda parte dell’incontro, poi, gli organizzatori hanno condiviso con gli alunni l’esperienza del loro viaggio nei campi di concentramento. In chiusura, infine, noi studenti siamo stati invitati ancora una volta a riflettere su quanto ci era stato raccontato.
Proprio a noi è stato anche rivolto un accorato appello a interrogarci continuamente su che cosa abbia spinto degli uomini a simili atrocità verso il prossimo, per non dimenticare e costruire un futuro diverso.

Claudia Azara 5^D Liceo Classico

Lorenzo Branca 5^E Liceo Classico

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