Una chiacchierata con… Paolo Chia

In questo spazio all’interno della nostra piattaforma intervisterò docenti, alunni e chiunque altro all’interno della scuola voglia rispondere alle mie domande. 

Questa volta intervistiamo un alunno della nostra scuola, Paolo Chia, che forse la maggior parte di voi conosce con il suo nome d’arte, PoloSud.


Ciao Paolo, raccontaci un po’ di te.
Sono Paolo Chia, ho 17 anni e frequento la classe 4^C al Liceo Classico “D. A. Azuni”.
Quello di cui mi occupo è sostanzialmente fare musica, in particolare rap, da 5 anni circa, e ho fondato un gruppo che si chiama MRKTNG, con il quale lavoro a vari progetti.

Descriviti in cinque aggettivi
Sono una persona introversa, molto insicura, ansiosa, ma estremamente volenterosa e determinata.

Chi è PoloSud?
PoloSud è la parte più interiore di me, quella che non mostro davanti agli altri ma riverso soltanto all’interno delle mie canzoni, perché è l’unico modo di far vedere il vero me stesso agli altri.

Perché questo nome?
Sono affascinato e attratto dal freddo, mi ci rispecchio; adoro nazioni come la Norvegia, la Svezia e la Danimarca. Il Polo Sud è l’estremo, il luogo più freddo del mondo, dunque non potevo scegliere nome più adatto!

Perché ti definiresti un rapper?
Perché lo sono a tutti gli effetti, perché la musica che faccio è del genere rap. Mi differenzio e ho un atteggiamento distaccato rispetto all’hip hop, ad esempio, e sono alla ricerca di nuovi orizzonti. Il rapper, poi, è colui che fa sempre musica sia per se stesso che per gli altri. Uno degli obiettivi principiali che ho, oltre a quello di esprimere tutto me stesso, è di essere ascoltato e capito dagli altri.

Tra tutti i generi musicali che ci sono, perché hai scelto proprio il rap?
Il rap, con il suo ritmo, il suo linguaggio estremamente diretto e i suoi testi senza censura, è il genere musicale che mi ha sempre trasmesso qualcosa in più.

Ascolti solo musica rap?
Assolutamente no. Mi piacciono un po’ tutti i generi, dalla sinfonia concertante di Mozart ai Beatles, da Ed Sheeran agli Eagles. Devo ringraziare di questo mio padre che, grazie alla sua cultura musicale di ex polistrumentista e cantante in una band, mi ha fatto apprezzare ogni genere musicale e in particolare mi ha fatto conoscere un artista come Fabrizio De Andrè, che considero un vero e proprio mito.

Chi è il tuo artista preferito?
Essendo cresciuto con i Club Dogo, il mio rapper preferito è in assoluto Gué Pequeno: mi piacerebbe collaborarci, perché è grazie a lui che ho iniziato a fare musica. Ritrovo molto di me stesso nelle attitudini musicali di Gué, che nei propri testi parla molto di se stesso, proprio come faccio io.

Cos’è la MRKTNG?
La MRKTNG è nata da un mio progetto per cercare di realizzare qualcosa a Sassari. Inizialmente facevo capo a un’etichetta discografica di Pavia, solo che non mi trovavo a mio agio perché tutti gli artisti che vi facevano riferimento erano molto distanti. Quello che volevo era collaborare con persone della mia stessa città e con amici. La MRKTNG non è definibile come un’etichetta, è più che altro un gruppo di amici composto da rapper, produttori, fotografi e grafici che, lavorando insieme, creano progetti e producono canzoni. A Pavia cercavo un feeling tra artisti, ed è proprio quello che la MRKTNG mi ha dato.

Quanti pezzi hai già inciso?
Faccio musica ormai da cinque anni e ho inciso parecchi pezzi. I più importanti, però, sono quelli del mio primo disco, RoyalDutch, uscito con la mia prima etichetta di produzione, e gli ultimi, ad esempio Carino, di cui potete vedere il video ufficiale a questo link https://youtu.be/oH0D1yNUhxQ

Si vocifera dell’uscita di un tuo nuovo disco
Il disco è pronto, ci abbiamo lavorato letteralmente giorno e notte per intere settimane; quando sarà definita anche la parte grafica del progetto, lo caricheremo su Spotify e su tutte le varie piattaforme digitali. Nel frattempo, verso fine gennaio, faremo uscire dei nuovi brani.

Cosa cerchi di trasmettere all’interno dei tuoi testi?
All’interno dei miei testi cerco di raccontarmi in ogni mia sfaccettatura, dalla parte più triste e introversa di me a quella più ignorante, nel senso che ha più sete di conoscenza.
Ho 17 anni, ho i miei problemi ma anche i miei svaghi, e dunque cerco di raccontarmi sotto qualsiasi aspetto, in modo che tutti capiscano sia le cose più evidenti che quelle meno evidenti di me, che mi piace inserire nelle canzoni.

Pensi che il liceo classico ti stia aiutando nell’esprimere pienamente la tua arte?
Assolutamente si! Ho scelto il liceo classico principalmente per questo. La letteratura e le materie umanistiche in genere mi aiutano molto anche nella scrittura. La scelta del liceo in cui studio è dunque strettamente connessa alla mia arte.

Facciamo un gioco: ti dirò il nome di alcuni artisti e tu dovrai dirmi un verbo o un aggettivo che secondo te li rispecchiano al meglio.
Junior Cally: scarso
Mezzosangue: noioso
Young Signorino: intraprendente
Bello Figo: hit maker
Eminem: sopravvalutato
Mac Miller: grande artista
Dark Polo Gang: innovativi
21 Savage: forte
Sfera Ebbasta: spettacolare
Lil Wayne: storico
Drefgold: fresco

Vuoi mandare un saluto ai nostri lettori?
Si, grazie a tutti i lettori di AZUNI NEWS. Questo è PoloSud, rimanete connessi. Tra poco vedrete e sentirete il mio nuovo progetto.

Elisa Merolle

Classe 5^E Liceo Classico

 

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