Uni.Sound: le straordinarie voci newyorkesi sono tornate in Sardegna!

Giovedì 27 dicembre, al Teatro Comunale di Sassari, si è esibito il gruppo corale Uni.Sound, composto da quattro giovani afroamericani della West Coast statunitense, tornato in Sardegna per un tour natalizio all’insegna non solo del Gospel Church.


Terelle Tipton, Eric Sumter, Shilan Douglas e Sharon Williams, infatti, hanno deciso di rivoluzionare un po’ il solito concerto gospel unendo ai canti tradizionali anche canzoni più recenti come “Happy”, di Pharrell Williams, o altre rivisitazioni in chiave moderna, con un “condimento” di grande allegria e professionalità. Lo spettacolo si è aperto con un breve accompagnamento musicale eseguito dalla band ufficiale del gruppo, composta da Fullen Jr Terrence McCarthy al piano, Christopher Atlas Amir al basso e Benjamin Michael Anthony alla batteria.
I cantanti, vestiti con delle lunghe toghe nere, sono entrati in scena subito dopo, sorridenti e carichi di energia.

Le luci, che solitamente vengono spente, questa volta sono state lasciate accese per fare in modo che ci fosse maggiore complicità tra i performer e il pubblico. Non a caso le richieste da parte degli artisti sul palco sono state fin da subito del genere «Se conoscete una canzone, cantate e ballate con noi, non siate timidi! Stasera dovete divertirvi».
E così è stato!
Durante il concerto, a momenti di pura gioia si sono alternati anche momenti di riflessione, dedicati alla terra e alla cultura africana, e tributi a chi ormai non è più con noi.


Nel secondo tempo dello spettacolo, dopo il cambio di abiti, sono state cantate, con il coinvolgimento del pubblico, le canzoni della regina del soul, Aretha Franklin, che ci ha purtroppo lasciato nell’agosto dello scorso anno. Le voci dei quattro cantanti hanno più volte avuto modo di esprimersi al meglio in assoli degni di standing ovation e controcanti di grande levatura, con uno degli interpreti che ha sollecitato più volte il pubblico a partecipare cantando o battendo le mani.

Non è passata inosservata, purtroppo, la non eccezionale affluenza di spettatori, con la platea occupata per tre quarti dello spazio disponibile e la galleria e il loggione completamente deserti. Non sarebbe stato male, poi, se la durata dello spettacolo fosse andata oltre i novanta minuti durante i quali gli Uni.Sound si sono esibiti, che sono stati comunque ricchi di emozioni.
La speranza, ora, è di riaverli ancora fra noi per provare nuove e intense emozioni grazie alle loro voci.

Carola Panu

Classe 3^D Liceo Classico

One comment

  1. Recensione da vera specialista di musica. Con poche e precise frasi ci porta in teatro ad assistere ad uno spettacolo gospel legato al blues, quindi più moderno e laico, meno spiritual se vogliamo, considerando i riferimenti a grandi artisti blues, ma senz’altro di altissimo livello tecnico vocale. Complimenti.

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