Una chiacchierata con… Nicola Cadoni

In questo spazio all’interno della nostra piattaforma intervisterò docenti, alunni e chiunque altro all’interno della scuola voglia rispondere alle mie domande. 

UNA CHIACCHIERATA CON…
Intervista a Nicola Cadoni

Salve “prof”, emozionato di rispondere a queste domande?
No.

Prima di tutto è doveroso che si presenti
Sono Nicola Cadoni, docente di Greco e Latino del Liceo Azuni.

Ci ha presentato il professore del presente, ma ci parli del Nicola adolescente che qualche decennio fa scorrazzava per questi corridoi
Non so… come ero? Ero uno studente basso, eccessivamente basso fino all’età di 15 anni. Ero molto curioso, molto tranquillo e incredibilmente simpatico, adoravo le materie umanistiche. Curavo anche un giornalino della scuola, completamente autoprodotto, che scherzando sull’etimologia della parola avevamo chiamato “Azimuth!”.

Perché a suo tempo scelse di studiare Lettere Classiche e poi di fare l’insegnante?
Beh, la decisone di fare l’insegnante è una conseguenza della scelta negli studi.
Ho scelto Lettere Classiche perché alla fine dei cinque anni di liceo non riuscivo a immaginare di smettere di leggere, anzi di approfondire i temi classici, mi piaceva proprio andare a sviscerare quegli argomenti. Ognuno ha le sue perversioni, questa è la mia!

Pregi e difetti di questo lavoro
I due pregi fondamentali sono il dialogo e il fatto che occorra sempre studiare.
Io amo studiare!
Il difetto di questo lavoro, invece, è stare all’interno di un’istituzione come la scuola che, secondo me, mantiene ancora caratteristiche troppo autoritarie.

Consiglierebbe il lavoro di insegnante a una giovane studentessa come me?
Farei due cose: prima ti direi quanto può essere divertente, poi ti farei vedere la busta paga.

Che rapporto ha con i suoi alunni?
Questa è una domanda che mi faccio spesso e tante volte la risposta non è che mi piaccia del tutto. Ogni tanto ho la percezione che quando c’è troppo buon umore non è per forza un buon segno, però devo dire che è anche quello che mi fa fare questo lavoro con serenità.
Mi pare che il rapporto con gli studenti sia a volte un po’ troppo confidenziale, e quando non lo è magari c’è qualche malumore in più, però potrebbe anche non essere un danno.

Ha ancora contatti con ex alunni di questo liceo?
Con i miei compagni di liceo continuo ad avere rapporti, con sei o sette di loro costanti, ci vediamo abbastanza spesso e ricordiamo i bei momenti passati all’interno di questo istituto.

Un consiglio per tutti i nostri lettori
Lo devo dare serio? Ragazzi, il consiglio è leggere fino allo sfinimento, leggete e ogni tanto spegnete quell’affare (si intende il telefonino!).

Elisa Merolle

Classe 5^E Liceo Classico

 

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