Erasmus+ OIKOS: in Europa con l’Azuni tra conferme e novità

Mi piacerebbe invogliare chiunque legga questo articolo a partecipare alla selezione per partire all’estero con il progetto Erasmus+ OIKOS, soprattutto quelli che pensano di non riuscirci.
Io stessa, quando ho deciso di mettermi in gioco, ero convinta di non farcela e invece…
Ai fortunati che saranno scelti per vivere questa esperienza auguro di farlo fino in fondo e intanto vi racconto, in forma di divertente auto intervista, in che cosa consiste il progetto e quello che vi aspetta per farne parte.

Che cos’è l’Erasmus+ OIKOS?
“Opportunities and International Keys for Occupational Skills”, sembra quasi uno scioglilingua, invece è il lungo titolo del progetto di tirocinio all’estero del Liceo Azuni.
L’anno scorso quaranta studenti delle classi terze e quarte di tutti i corsi (classico, musicale e coreutico) hanno vissuto tra giugno e agosto una bellissima esperienza formativa della durata di cinque settimane, dando così l’avvio all’internazionalizzazione dell’offerta formativa del nostro istituto.
I partecipanti sono partiti alla volta di tre diversi Paesi europei, per l’esattezza otto a Berlino, in Germania, dodici a Perpignan, in Francia, venti a Plymouth, in Inghilterra.
Si tratta di un progetto con un’offerta formativa che mira a ottenere un arricchimento personale e professionale dello studente, essendo basato su un tirocinio lavorativo che garantisce il riconoscimento di 150 ore di alternanza scuola-lavoro (per lo meno questo è stato il monte orario riconosciuto l’anno scorso).

Che cosa ti ha lasciato la tua esperienza con l’Erasmus+ OIKOS?
Io sono stata in Francia, a Perpignan, e quello che ho vissuto l’ho raccontato insieme ai miei colleghi lo scorso 13 ottobre, nell’aula magna del Liceo Azuni, quando tutti insieme abbiamo spiegato come sono state le nostre cinque settimane all’estero.
In particolare, io ho vissuto la mia esperienza di tirocinio lavorativo all’interno del Museo dell’Aviazione “Mas Palegry”.
Abbiamo sottolineato non soltanto l’importanza della nostra esperienza a diretto contatto con usi, costumi e tradizioni delle città in cui eravamo ospiti, ma soprattutto il rapporto professionale quotidiano, il continuo incontro-scontro con le varie lingue e gli scambi con le diverse culture dei nostri coetanei provenienti da varie parti del mondo.
Abbiamo provato anche a spiegare quanto sia stato significativo il “nostro Erasmus” e quanto queste cinque settimane siano riuscite a cambiarci, tentando di descrivere al meglio i momenti vissuti tra ciò che ci mancava, le difficoltà, ma anche le risate.

Che cosa prevede il progetto per quest’anno scolastico?
A illustrare le novità sono stati i docenti referenti Stefania Gala e Nicola Cadoni.
I due professori hanno annunciato che l’esperienza dell’Erasmus+ OIKOS, prevista per un quadriennio con scadenza nel 2021, potrebbe consentire in futuro all’Azuni di offrire agli studenti della scuola l’opportunità di svolgere il tirocinio all’estero in quattro destinazioni, non più tre.
Si cercherà di puntare, infatti, su una seconda meta in un quarto Paese europeo.
Un altro importante risultato, questo, ottenuto grazie a un gruppo di docenti che con il loro sforzo sono riusciti a garantire al nostro liceo, unico sardo a livello nazionale, la carta della mobilità VET.
Ergo… orgogliosi di essere azuniani!
Con Erasmus+ OIKOS è stato ripreso il lavoro del compianto professor Andrea Blasina, infaticabile promotore del “Progetto Leonardo” che ha consentito nel corso degli anni a 700 studenti sassaresi di vivere un’esperienza formativa all’ estero.

In che cosa consiste la selezione per essere ammessi a partecipare al progetto?
Ciò che rimane invariato sono proprio i test e le modalità per accedere al progetto.
La selezione prevede una prova scritta di lingua straniera (a scelta tra inglese e francese), una prova scritta di cultura generale, la valutazione del curriculum vitae e del curriculum scolastico, un colloquio orale in lingua straniera e un colloquio orale in lingua italiana per valutare gli studenti dal punto di vista relazionale, dell’autonomia personale e del grado di responsabilità.
A questo punto non mi rimane che augurarvi in bocca al lupo e… buon viaggio!

Adriana Giara

Classe 5^D Liceo Classico

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