Incontri sul futuro nello studio e nel lavoro

Tre classi del nostro Istituto si sono riunite nei giorni scorsi nell’aula magna della succursale del Liceo Azuni in via de Carolis per “Formore Istruzione”, il progetto di orientamento per l’iscrizione all’università giunto al suo terzo anno. Si tratta della 4^L e della 5^L del Liceo Musicale e della 5^CO del Liceo Coreutico, invitate a seguire i consigli di uno dei relatori che ha basato il proprio intervento sui temi dello studio e della pazienza nel voler raggiungere gli obiettivi, ma anche sulla necessità di seguire le proprie passioni, come ha sottolineato una docente intervenuta nel discorso. “Crederci, applicarvi, lavorarci su”: è stato questo lo slogan della conferenza, organizzata in forma di meeting, con i ragazzi e i professori riuniti in cerchio attorno ai relatori. Durante una precedente conferenza, tenuta a fine ottobre da più professori sul tema generale della scelta degli studi universitari, è avvenuta anche la compilazione di un questionario, con il supporto di alcune presentazioni su PowerPoint, che chiedeva a ogni partecipante a quale facoltà si volesse iscrivere al termine delle scuole superiori. Nell’ultimo incontro, invece, sono stati trattati in maniera specifica argomenti tra i quali la specializzazione nei vari rami dell’indirizzo musicale (direttore d’orchestra, insegnante di musica o semplicemente musicista), test o esami da sostenere prima di essere ammessi all’università, le modifiche da apportare alla propria routine quotidiana per ricavare più tempo per lo studio, che per un corso universitario è più impegnativo rispetto a quello necessario per la scuola media superiore. I relatori hanno ricordato anche che per fare un lavoro ci vuole non solo lo studio ma anche il talento e la propensione per un determinato mestiere. Hanno citato in questo senso il caso dell’attività del calciatore: tutti ci provano a diventare come Ronaldo o Icardi o Pavoletti, tanto per citarne alcuni, ma pochi ci riescono.

Pochi hanno il loro talento, e pochi hanno voglia di impegnarsi per coltivare la propria passione ed essere come il proprio idolo. Per riuscirci si devono passare ore e ore sui libri, sullo strumento musicale, sui fornelli o sul pallone, secondo la propria passione o il mestiere scelto. La conclusione è stata poi altrettanto chiara. È stato spiegato, infatti, come per chi è autodidatta è tutto più facile perché può permettersi meno ore di impegno rispetto agli altri, ma comunque si devono avere amore e talento, oltre che applicazione, per ogni lavoro.
Ci sono poi anche quelli che, terminato il concerto o qualunque altra esibizione, non si concedono il meritato riposo ma, al contrario, continuano a studiare o a lavorare: è proprio questo l’impegno più proficuo.
Analoghi concetti sono stati ribaditi anche per il gruppo del Liceo Coreutico, con riferimento alla danza e all’allestimento di tutte le forme di spettacolo nelle quali l’espressione attraverso il movimento del corpo abbia un ruolo centrale. Si è trattato di una bella esperienza, che ci ha proiettati anche nelle nostre possibili professioni dopo il percorso di studi.

 

                                                                                                      Gianluca Scanu

4^L Liceo Musicale

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